BRINDISI. “STUDIO FORASTIERE”: COSA FARE ALMENO COL “SENNO DI POI”

“Salute Pubblica” ha inviato questa lettera aperta al Presidente della Giunta Regionale Puglia, Al Presidente dell’Amministrazione Provinciale di Brindisi, al Commissario Prefettizio del Comune di Brindisi e per conoscenza al Ministro della Salute, dell’Ambiente ed al Prefetto di Brindisi 

Sintesi introduttiva

Uno studio epidemiologico di livello superiore ai precedenti che ha confermato eccessi di decessi e morti attribuibili alle emissioni di centrali e petrolchimico. La comunicazione istituzionale tenta di relegare al passato gli effetti dannosi senza trarre, sinora, indirizzi operativi per il presente. Al contrario emergono alcune urgenze operative.

Integrare lo studio con il calcolo di morti/malati/anni-di-buona-salute persi provocati dal 1999 a oggi, quelli evitati con la diminuzione delle emissioni, quelli evitabili in futuro con provvedimenti ulteriori; delle gravidanze con esito abortivo.

Potenziare la rete assistenziale sanitaria ed in particolare la rete consultoriale ed il percorso nascita, lo screening e la cura delle patologie tumorali, cardiovascolari e respiratorie e delle altre patologie in eccesso a causa dell’inquinamento.

AIA di Cerano, abbassare le emissioni alle BAT: concentrazione nei fumi media giornaliera di 20, 90 e 5 mg/Nm3 rispettivamente per SO2, NOx e polveri.

Prevedere il follow-up della coorte per altri 15 anni.

Richiamare alle responsabilità penali e civili responsabili di questi danni sanitari.

Ridurre le disuguaglianze socio-economiche evidenziate dallo studio per ridurre le disuguaglianze di salute.

Le istituzioni che hanno promosso gli incontri del 4 e 19 luglio, ne promuovano quanto prima di nuovi per illustrare ai cittadini le decisioni che intendono adottare alla luce dello studio epidemiologico.

LETTERA

Uno studio con persuasività scientifica superiore ai precedenti che conferma quanto già sapevamo.

Lo studio epidemiologico di coorte su 7 comuni del brindisino era atteso da anni e nei primi giorni di luglio è stato presentato a Bari dai suoi autori e dal suo committente, la Regione Puglia. Sebbene negli ultimi venti anni alcuni studi epidemiologici descrittivi avevano evidenziato un eccesso di mortalità dei residenti per alcune forme tumorali e per le malattie cardiovascolari e respiratorie nonché suggerito una associazione tra esposizione materna in gravidanza ad anidride solforosa e malformazioni congenite, lo studio attuale – che viene appellato “studio Forastiere” dal nome del direttore del gruppo di ricerca – appare di certo in grado, per metodologia ed ampiezza, di stabilire con più precisione la relazione tra le emissioni di centrali e petrolchimico ed eventi sanitari (mortalità, ricoveri, malformazioni ecc). Uno studio con persuasività scientifica superiore ai precedenti, peraltro svolto sotto il controllo e la gestione di dati e risultati da persone delle istituzioni pubbliche, in linea con le attese dei cultori della scienza “che necessita di certificazione”, purtroppo scettici di fronte alla “libera” scienza che eleva allo stesso piano serietà, libero confronto e trasparenza.