BRINDISI. Sticchi (Gioventù Identitaria):Da una nota stampa abbiamo appreso alcune pesanti ed infondate accuse giunteci nella giornata di ieri da parte dell’UDS, Unione degli Studenti, che per il 12 Ottobre ha indetto un corteo contro ogni forma di razzismo

Da una nota stampa abbiamo appreso alcune pesanti ed infondate accuse giunteci nella giornata di ieri da parte dell’UDS, Unione degli Studenti, che per il 12 Ottobre ha indetto un corteo contro ogni forma di razzismo, di cui è stata tacciata la manifestazione del centrodestra messa in atto la scorsa settimana per protestare contro la delibera di giunta che prevedeva l’apertura di un centro accoglienza immigrati in quella che fino ad un recente passato è stata la delegazione comunale del quartiere Casale.
Ebbene, queste persone che millantano ed ostentano libertà di espressione e di pensiero, vorrebbero privarci di dissentire da quelle che sono state le imposizioni dell’amministrazione, la quale, molto furbescamente ed ingannevolmente, ha voluto rendere partecipe, per modo di dire, i residenti del quartiere Casale a delibera già presentata in sede di consiglio comunale. La nostra posizione in merito alla situazione è molto chiara e nitida, non è infatti una posizione di connotazione razziale, così come è stato fatto intendere nel comunicato dell’UDS in cui tra l’altro si accusa pesantemente il professore Massimiliano Oggiano, a cui esprimiamo solidarietà, di metodi ed azioni squadriste in quanto a loro dire ‘portavoce di spirito razzista’, ma se difendere i diritti del popolo italiano e della cittadinanza brindisina significa essere razzisti, a questo punto, la connotazione ‘razzista’ la accettiamo e ce la teniamo ben stretta. Che strana democrazia è mai questa se proprio coloro che difendono a spada tratta la libertà in ogni sua sfaccettatura e in ogni suo essere, ci accusano di razzismo anche laddove razzismo non ve n’è? Probabilmente coloro che oggi ci tacciano di razzismo o di fascismo non si rendono conto che i veri razzisti e i veri fascisti sono proprio loro giacché, con dichiarazioni intimidatorie ed infamanti, vorrebbero reprimere la nostra libertà di pensiero. Siamo stati accusati di qualcosa che non è assolutamente veritiera, infatti, non siamo contrari alla apertura di un centro accoglienza stranieri all’interno della città, ma nettamente contrari all’apertura del centro lì dove situa la delegazione, in quanto durante la campagna elettorale il neo sindaco Rossi aveva dichiarato il ripristino della delegazione per porre fine ai disservizi e ai disagi in cui incorrono da un paio di anni i residenti del Casale, Paradiso, Materdomini, Ciaia, Apani, Giancola, costretti a recarsi a Palazzo di Città per un semplice certificato e talvolta addirittura a Tuturano per evitare attese incresciose. Sperando che voi possiate finalmente comprendere le dinamiche della speculazione economica che si celano dietro il fenomeno immigrazionista (altro che razzismo), dinamiche che hanno coinvolto anche l’assessore Covolo, il quale si è fatto garante della partecipazione al bando PON pur ricoprendo l’incarico di vice presidente di una cooperativa per minori stranieri, vi invitiamo alla pacatezza e alla tranquillità, alla riflessione e alla moderazione poiché bisogna prendere atto da parte vostra che si sta affievolendo il monopolio della cultura a senso unico e del pensiero omologato all’interno delle scuole e che, viceversa, la coscienza dei ragazzi, spinta dal buon senso di alcuni professori che hanno il coraggio di parlare al di fuori del coro distaccandosi dal belame uniformato, sta trovando sempre più attaccamento e radicamento patriottico, il che non implica in alcun modo, così come invece voi affermate, derive razziste.
<<Mi chiedo, caro Alberto, se questo antifascismo rabbioso che viene sfogato nelle piazze oggi a fascismo finito, non sia in fondo un’arma di distrazione delle masse, che la classe dominante usa su studenti e lavoratori per vincolare il loro consenso. Spingere le masse a combattere un nemico inesistente, mentre il consumismo moderno (ed il globalismo delle lobbies n.d.a.) striscia, si insinua e logora la società già moribonda>>
Pierpaolo Pasolini ad Alberto Moravia 1973