PREMIO CAPITELLO 2018 CONFERITO AL “PROGETTO POLICORO” DELL’ARCIDIOCESI DI BRINDISI-OSTUNI

Promosso dalla Cisl territoriale e dall’Adiconsum Taranto Brindisi, è stato conferito al Progetto Policoro dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni e consegnato nelle mani dell’Arcivescovo Mons. Domenico Caliandro il Premio Capitello edizione 2018, nel corso di una suggestiva cerimonia tenuta a Brindisi il 13 settembre u.s. presso il Palazzo Granafei Nervegna, sala della Colonna.

Oltre all’Arcivescovo, erano presenti il segretario confederale nazionale Cisl Luigi Sbarra, la segretaria generale Cisl Puglia Daniela Fumarola, il segretario generale Cisl Taranto Brindisi Antonio Castellucci, il presidente Adiconsum Taranto Brindisi Antonio Bosco,.

Introducendo la cerimonia Daniela Fumarola  ha evidenziato che “il Progetto Policoro si pone come risposta compiuta per i giovani  che cercano lavoro e con esso la propria realizzazione. Nel solco del magistero di Papa Francesco “i soldi veri non si fanno con i soldi” ribadiamo che è il lavoro  a dare dignità alla persona. Ma il lavoro non si crea per legge, occorrono investimenti e progetti. E la nostra proposta di Patto per lo sviluppo corrisponde a tali esigenze di ordine sociale, economico, occupazionale particolarmente per il Sud e per la nostra Regione.”

Per Antonio Bosco, che ha motivato l’assegnazione del Premio conferito lo scorso anno al Questore di Brindisi, Dott. Maurizio Masciopinto, “il Progetto Policoro è caratterizzato da un lavoro di sinergia tra soggetti ecclesiali, associativi e realtà che prendono a cuore la cura e responsabilità per l’uomo secondo il magistero della Centesimus annus; i suoi obiettivi sono lavorare insieme per aiutare gli stessi giovani nella crescita e realizzazione umana e professionale, evangelizzando la vita e il lavoro, proponendo loro la visione alternativa che, in quanto cristiani, si ha del rapporto tra persona e lavoro; educare e formare le coscienze, fornendo un senso e una dignità al lavoro; esprimere gesti concreti di solidarietà e reciprocità.”

Nel suo intervento Antonio Castellucci ha ricordato che “la nostra partecipazione al Progetto concentra l’azione sulla filiera della formazione e informazione dei giovani, che sarà importante rafforzare e valorizzare sempre più. Con un tasso di disoccupazione medio di circa 18,6%, mentre quello giovanile  è del 45,9%, i giovani rappresentano l’anello più debole della società brindisina e anche per questo rischiano di essere la parte più facile da aggredire da parte della criminalità e della delinquenza. Il percorso virtuoso che si è avviato nel territorio con il Progetto è il sintomo positivo  di una visione nuova di comunità, con la prerogativa di aiutare e crescere insieme, nel rispetto reciproco delle specificità e delle competenze, nella solidarietà e nella comunione.”

L’Arcivescovo Mons. Domenico Caliandro nel ringraziare la Cisl e l’ Adiconsum ha sottolineato come “nelle potenzialità di ogni uomo si trovano le risposte ai suoi problemi. Perciò occorre mettere in movimento il cuore di ogni persona, al cui mistero la Chiesa guarda con profonda attenzione e cura. E il Progetto Policoro è nato proprio dal cuore della Chiesa per essere vicina ai giovani aiutandoli a diventare attori positivi della società.”

Per il segretario nazionale Cisl Luigi Sbarra l’iniziativa del Premio ha consentito di dare un segnale di unità, di coesione e di riconoscimento reciproco. Ci siamo ritrovati comunità e abbiamo ricordato quanto sia importante la cooperazione di tutte le componenti della società nel cammino che porta a uno sviluppo vero ed equilibrato, sostenuto e sostenibile. L’assegnazione del Premio al Progetto Policoro è un atto che ben rappresenta la nostra visione e i nostri valori. La visione di chi vuole dare un contributo attivo alla costruzione di un futuro per i più deboli e per le giovani generazioni. I valori di chi sa che questo Paese non si salva con il rancore e con l’egoismo ma con l’inclusione, la perseveranza e la solidarietà.

Sbarra ha così concluso: “Serve una Rerum Novarum dell’economia, con regole che mettano al centro lo sviluppo integrale della persona, contro lo strapotere della tecnocrazia e della finanza speculativa. Non è l’economia di mercato che va superata, ma l’idea di un mercato esclusivamente ripiegato sull’obiettivo del profitto e ad ogni costo. Il modello è quello di una economia civile che non contrapponga mercato, Stato e società ma ambisca invece a unire queste dimensioni a partire dal buon lavoro.”