NurSind Brindisi:Brindisi penultima tra gli ospedali pugliesi: pronti a collaborare e dare il nostro contributo con rigore scientifico e professionale.

Il  recente  rapporto  sulla  valutazione  partecipata  dell’umanizzazione nelle  strutture  di  ricovero  pugliesi  che  vede  le  strutture  ospedaliere della  ASL  Brindisi  in  fondo  alla  classifica,  pur  essendoci  stato  un lieve  miglioramento,  merita  una  profonda  riflessione,  non  essere strumentalizzato  ma  servire  a  dare  sprone  al  coinvolgimento  di  tutti per  raggiungere  l’eccellenza.

Bisogna  riconoscere,  al  management  aziendale,  la  particolare attenzione  ed  il  particolare  impegno  verso  le  strutture  di  emergenza urgenza  di  Ostuni  e  Francavilla  Fontana,  con  particolare  riguardo  al pronto  soccorso  del  Perrino,    là  dove,  ultimati  i  lavori  strutturali, riguardanti  l’ampliamento  della  sala  di  attesa,  della  sala  barellati, del  Triage  e  del  post  Triage,    sono  previsti  modelli  organizzativi  che prevedono,  ad  esempio,  il  Fast  Track  e  il  See  and  Treat,  mediante un  Team  di  Valutazione  Rapida,  per  una  rapida  ed  efficiente  presa in  carico  dell’utente,  ma  non  dobbiamo  dimenticare  i  reparti  medici e  chirurgici,  unità  operative  che  un  tempo  si  consideravano  a  bassa complessità  assistenziale,  ma  che  oggi  sono  mutate  in  unità  ad elevata  complessità.   Un  paziente  che  afferisce  a  un  reparto  di  medicina  o  chirurgia, infatti,  non  è  solo  portatore  della  patologia  specifica,  ma  ha  tutta  un serie  di  comorbilità  che  ne  fanno  un  paziente  complesso. In  questo  senso,  tenendo  conto  che,  ad  oggi,  nelle  nostre  unità operative,  un  infermiere  ha  in  carico  in  media  12  pazienti,  recenti studi,  fra  cui  RN4cast  finanziato  dalla  O.S.  Nursind  e  pubblicato sulle  più  autorevoli  riviste  scientifiche  ,  hanno  dimostrato  l’impatto che  il  rapporto  infemiere/paziente  ha  sulla  qualità  della  assistenza  e quindi  della  umanizzazione  delle  cure. In  particolare  è  stato  dimostrato  che  il  rapporto  ottimale  e  di  un infermiere  ogni  6  pazienti  e  che  laddove  questo  rapporto  non  è rispettato a essere sistematicamente omessa è proprio la qualità dell’assistenza erogata ai pazienti Per questo abbiamo la certezza che gli infermieri sono l’ago della bilancia e possono farlo tendere da una parte o dall’altra, a seconda del numero presente in corsia, componenti queste, determinanti per la Salute.