San Michele Salentino (Br).L’AMMINISTRAZIONE RISPONDE ALLE ACCUSE E FALSITA’ DELL’OPPOSIZIONE

Dopo un anno e mezzo, l’opposizione non si capacita della sconfitta elettorale ricevuta e della scelta della popolazione sammichelana di aver preferito un gruppo di giovani amministratori a “vecchi volponi” della politica.

Per cercare, quindi, di destabilizzare l’Amministrazione in carica che, nell’ultimo Consiglio Comunale di venerdì ha dimostrato la sua compattezza rigettando, all’unanimità, la richiesta di revoca del Presidente del Consiglio, l’opposizione, quasi quotidianamente, inventa false notizie.

In questi mesi si sono inventati di tutto, che l’Amministrazione non avrebbe “mangiato il panettone”, parliamo di Natale scorso; hanno minacciato vari ricorsi al TAR mai depositati; hanno scritto varie volte al Prefetto non ottenendo quasi mai risposta; hanno inscenato sceneggiate napoletane per far perdere il finanziamento sulla “rigenerazione urbana” oltre a fotografare in piena notte, intorno alle 3, l’effetto deserto della città, salvo essere smentiti dai fatti e dalle presenze documentate alle manifestazioni.

Nel Consiglio Comunale di venerdì, però, si sono superati. Invece di stare in silenzio e di chiedere scusa ai sammichelani per la loro inconcludenza, non essendo stati capaci di realizzare un Centro Raccolta ed una Zona PIP, hanno pensato bene di girare la frittata, accusando l’Amministrazione in carica di sprecare denaro pubblico e di voler inondare San Michele Salentino di rifiuti, trasformando la Zona PIP in una discarica.

Non ci interessa la spicciola polemica politica, per questo vogliamo rassicurare la cittadinanza e spiegare la bontà della nostra iniziativa e cosa, in concreto, vogliamo fare.

Innanzitutto, dobbiamo distinguere tra Centro Raccolta e discarica, perché abbiamo l’impressione che l’opposizione non ne conosca bene la differenza (oppure fa finta).

La discarica è il luogo dove vengono depositati i rifiuti (un esempio è la discarica in Contrada Sardella) che inquina ed emana cattivo odore.

Il Centro Raccolta, invece, è un luogo dove vengono raccolti, temporaneamente, i rifiuti (uno o due giorni) per essere, poi, smaltiti in discarica.

Il Centro Raccolta è utile e necessario per evitare che i rifiuti vengano gettati nelle nostre campagne. Serve, quindi, per rendere più  pulito ed accogliente il nostro paese.

Pertanto, chi fa finta di confondere i termini o è un incompetente oppure in malafede.

Questa Amministrazione, grazie al lavoro dell’Ufficio Tecnico, ha ottenuto un finanziamento regionale di 300 mila euro, totalmente a fondo perduto per l’Ente e gratuito per i cittadini di San Michele. E’ giusto ripeterlo per farlo comprendere all’opposizione.

Insistere con la Ditta Monteco, come hanno provato loro per 10 anni quando hanno amministrato la Città, è uno spreco di tempo e denaro, perché dovremmo intentare un processo con dispendio di tempo e denaro e non è intenzione di questa Amministrazione lasciare debiti fuori bilancio oltre quello ereditato.

La scelta di ubicare il Centro Raccolta nella Zona PIP e non in Contrada Ajeni come nel precedente progetto della Monteco, sta nel fatto che, innanzitutto, in quasi tutti i paesi dei dintorni, tra cui Ceglie Messapica (paese mentore di alcuni componenti dell’opposizione) i Centri Raccolta vengono realizzati nelle Zone Artigianali. In secondo luogo, la zona PIP risponde ad una caratteristica fondamentale, come prevista dal bando regionale: è facilmente accessibile e visibile. Realizzarlo nella zona indicata dall’opposizione, oltre ad essere meno visibile, richiederebbe un elevato intervento economico per allargare le strade di accesso ai mezzi e per altri interventi.

A differenza di quanto, falsamente, dichiarato dall’opposizione, ovvero che la zona PIP diventerà un immondezzaio, ai cittadini dichiariamo con estrema certezza che il Centro Raccolta sarà sorvegliato con apposite telecamere per evitare un eventuale uso improprio, soprattutto, perché i rifiuti sosteranno solo il tempo necessario per il trasporto.

Quanto alla Zona PIP, della quale il Consigliere Torroni ne fa un vanto della sua Amministrazione, che doveva dare lavoro e sviluppo a tutto il paese, allo stato attuale ha dato solo qualche centinai di migliaia di euro a qualche soggetto. Sarebbe il caso di approfondire come è stato utilizzato, in quel caso, il denaro dei sammichelani. Denaro sprecato a nostro avviso.

Nel gennaio 2009 fu sottoscritto il Contratto con la Ditta Monteco che prevedeva, per tutti i Comuni facenti parte del Consorzio Ato Br/2, la realizzazione dell’Isola Ecologica e del Centro Raccolta Rifiuti ( Art.90 del Capitolato d’Appalto), chiedendo alle Amministrazioni di individuare delle aree, con una certa urgenza, preferibilmente in zona PIP o in altra localizzazione idonea, poiché la realizzazione del Centro Raccolta era determinante ai fini della corretta gestione delle frazioni differenziate, finalizzate al raggiungimento delle percentuali previsti per Legge.Ma torniamo un attimo indietro nel tempo.

Nell’agosto 2009, il Comune di San Michele, nella persona del Sindaco, comunica alla Monteco l’area scelta, ovvero Contrada Ajeni che, però, come fa notare la stessa Ditta, risulta qualificata con classe U, cioè destinata a pascolo. Pertanto è necessaria la Delibera del Consiglio Comunale per perfezionare la richiesta di permesso di costruire. Quindi la Ditta, nel gennaio 2010, chiede al Comune di individuare un nuovo sito per poter far coincidere l’apertura del Centro con la data fissata per l’inizio del servizio di Raccolta Rifiuti Urbani, ovvero 1 marzo 2010.

Il Comune, sempre nella persona del Sindaco, comunica alla Ditta che l’area rimane quella individuata in Contrada Ajeni, pertanto la Monteco trasmette all’Ente il progetto al fine di ottenere il permesso a costruire che, a sua volta, lo trasmette, nell’agosto 2010, al Consorzio Ato Br/2 che, il mese successivo, risponde dicendo che “l’area individuata non è completamente conforme alle linee guida regionali che prescrivono che ‘il Centro Raccolta deve essere localizzato all’interno del perimetro urbano e, in ogni caso, in aree adeguatamente servite dalla rete viaria per facilitare l’accesso degli utenti e altresì consentire l’accesso sia alle autovetture  sia ai mezzi pesanti per il conferimento agli impianti di recupero e/o smaltimento”.

A queste precisazione del Consorzio si aggiungono quelle della Ditta Monteco come, ad esempio, che l’area deve essere servita dalla rete fognaria pubblica, che c’è un divieto di scarico su suolo o negli strati superficiali del sottosuolo per cui la presenza di eventuali pozzi, sia ad uso irriguo che ad uso potabile, comporta il diniego dell’autorizzazione allo scarico su suolo delle acque meteoriche rivenienti dai piazzali del centro raccolta e di conseguenza l’impossibilità di attivare il centro.

La Monteco, alla luce di queste considerazioni, chiede al Comune di verificare la presenza di eventuali pozzi nelle vicinanze del pozzo. Una situazione che porterà ad uno stallo di oltre un anno perché il Comune comunica alla Ditta ( a cavallo tra il 2012 e il 2013) di non avere altra area per realizzare il Centro Raccolta ed il Sindaco Epifani, nel febbraio 2013, diffida la Monteco ad adempiere, preannunciando il non versamento della quota annua di € 33.129,62 pari al 6,39% del canone.

La Ditta, però, sottolinea che, nelle more della realizzazione del Centro raccolta, ha posto in essere servizi complementari e aggiuntivi e che inoltre l’Assessore al ramo aveva preso l’impegno di evidenziare tutte le circostanze ostative allo smaltimento delle acque meteoriche all’ufficio Ambiente della Provincia di Brindisi che, nello stesso mese, siamo nel marzo 2013, l’Ufficio medesimo non riscontra motivi ostativi alla realizzazione del Centro Raccolta “se gli spazi adibiti allo stoccaggio vengono dotati di idonee coperture”.

Dal 2013 al marzo 2016 nulla viene realizzato. Si riscontra, il 21 aprile 2015, solo la presenza dell’autorizzazione unica ambientale ( AUA )  che autorizza l’attività ma stabilisce il divieto di discarico delle acque meteoriche  se a 250 m ci sono pozzi per uso irriguo e la conseguente richiesta dell’Assessore dell’epoca della riformulazione dell’ AUA per eliminare il divieto.

Nell’attesa di questa riformulazione, lo stesso Assessore invita la Monteco a presentare il rinnovo del permesso a costruire che non arriverà. Così, nel giugno 2016, il Comune diffida, nuovamente, la Ditta a provvedere e a partire dall’ottobre 2016, dal canone viene decurtata la quota relativa alla realizzazione del Centro Raccolta, su disposizioni dell’assessore al ramo.

Questa è la storia fino ad oggi e queste sono le motivazioni della nostra scelta rispetto al nuovo progetto di Centro Raccolta, scelta frutto di impegno, principalmente dell’Assessore all’Ambiente Tiziana Barletta, frutto di ponderazione, analisi e mai di interessi personali, superficialità o superbia.

Questo è il cambiamento? Allora viva il cambiamento.

 

L’Amministrazione Comunale