Al via lo spettacolo degli artisti della residenza LandXcape di Torre Guaceto

Dieci persone diverse, dieci modi di sentire ed interpretare il paesaggio, dieci voci per il Salento dopo l’emergenza Xylella.

Lo scorso 8 ottobre, dieci ragazzi sono giunti nella residenza artistica di Torre Guaceto grazie alla realizzazione del progetto LandXcape sostenuto dalla Regione Puglia, assessorato alle Industrie Culturali e Turistiche, attraverso i PoliBiblio-Museali di Lecce e Brindisi e attuato dal Teatro Pubblico Pugliese in collaborazione con la Biennale dei giovani Creativi d’Europa e del Mediterraneo (Bjcem).

Il gruppo è composto da tre artiste straniere, Eleana Chatzaki dalla Grecia, Pia Prezelj dalla Slovenia, Hanna Fredsgaard Jones dalla Danimarca, cinque italiane, Francesca Camilla D’Amico, Laura Fuzzi, Adelaide Mancuso, Marta Mingucci, Annika Pettinie, e, nello specifico, e da due pugliesi, Cristina Carlà di Monteroni e Antonio Guadalupi di Brindisi.
Arrivati a Torre Guaceto, questi artisti sono stati guidati dal narratore nostrano Luigi D’elia alla scoperta del paesaggio salentino, delle sue peculiarità e dei suoi problemi.
Hanno incontrato gli agricoltori del sud Salento che oggi devono combattere contro la scomparsa dei loro uliveti, quelli di Torre Guaceto che, fortunatamente, non vivono la piaga della malattia dei loro alberi, anzi, progettano un futuro sempre più sostenibile per il territorio e la comunità locale, i suonatori tradizionali e gli anziani che, prima di tutti, hanno vissuto un rapporto autentico con la terra.
I dieci artisti si sono completamente immersi nella cultura locale ed ora racconteranno il loro Salento, la loro Torre Guaceto al pubblico.
E’ fissata per dopodomani, la serata di incontro con i dieci artisti della residenza di Torre Guaceto.
Mercoledì alle 20 presso il centro visite “Al Gawsit” dell’area protetta, nella borgata di Serranova, esprimendosi ognuno attraverso la disciplina di pertinenza, i ragazzi restituiranno alla comunità locale la ricchezza acquisita dal loro arrivo in Riserva a oggi.
“Questa è la serata finale di un viaggio durato dieci giorni e partito da Torre Guaceto – ha raccontato il tutor D’elia -, i dieci artisti si sono incamminati fin dove cresce l’ulivo, si sono messi in ascolto di una terra che sta cambiando pelle e lo sta facendo in uno stordimento delle parole, delle informazioni, del vento e delle cicale. Le memorie di Torre Guaceto, sorgente di storie, hanno accolto altre memorie, i sorrisi, gli sguardi, i silenzi degli umani e degli alberi incontrati lungo il cammino. Ne è nato un racconto, per parole, immagini e suoni che desidera restituire una tenerezza, una carezza per le mani gentili che si prendono cura della Terra”.