BRINDISI. Antonino (PRI):Le iniziative di contrasto alla povertà e quelle per la riduzione degli sprechi di prodotti alimentari e farmaceutici possono diventare le facce di una stessa medaglia.

E’ un fatto incontrovertibile che anche nella nostra città sono sempre più numerose le famiglie che non sono nelle condizioni economiche di garantirsi una corretta alimentazione e l’assunzione di farmaci essenziali per il mantenimento di uno stato di salute soddisfacente.

Per converso si assiste anche nel nostro territorio alla sovrapproduzione o all’eccesso di offerta delle imprese che operano nel settore alimentare o farmaceutico per errori commessi nelle fasi della gestione e pianificazione delle imprese nei vari stadi della filiera agroalimentare o farmaceutica. Questi errori sono il più delle volte connessi alle difficoltà di gestire efficacemente le scadenze dei cibi o dei farmaci.

Si tratta, allora, di mettere in correlazione i due fenomeni.

Appunto con questo obiettivo proporrò alla riunione odierna della Commissione Consiliare ai Servizi sociali la partecipazione del Comune di Brindisi, in qualità di capofila dell’Ambito Territoriale,  al Bando indetto dalla Regione Puglia per il finanziamento di progetti di contrasto agli sprechi alimentari e farmaceutici ed il recupero delle eccedenze a beneficio delle famiglie che versano in difficoltà economica.

Per l’Ambito composto dai Comuni di Brindisi e San Vito dei Normanni sono state stanziate risorse pari ad Euro 55.444,67 per la realizzazione di campagne di comunicazione, informazione, sensibilizzazione ed educazione sull’importanza di ridurre lo spreco alimentare e farmaceutico e per il sostegno, anche finanziario,  alle iniziative di redistribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici.

Il tutto con il coinvolgimento delle Associazioni di volontariato e l’introduzione di meccanismi di premialità a beneficio degli operatori economici che donano le proprie eccedenze anziché avviarle a rifiuto.

In prospettiva futura si potrebbe pensare anche alla nascita a Brindisi di un “banco alimentare e farmaceutico”, atteso che la Regione Puglia ha già ipotizzato di finanziare la nascita di reti logistiche che provvedano alla raccolta, lo stoccaggio e la redistribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici.

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