Arci Brindisi:Invitiamo alla partecipazione attiva come presa di coscienza e risposta al clima di violenza

Nelle ultime settimane si sono verificati diversi episodi di violenza e di aggressione sempre più gravi. I migranti e le donne continuano ad essere i bersagli principali.

Le notizie di cronaca vengono spesso strumentalizzate per dividere la popolazione ed escludere ulteriormente chi è già ai margini della società. La diffusione di discorsi d’odio ha conosciuto negli ultimi tempi una vera e propria “esplosione” sui social network e la violenza simbolica di cui è portatrice sta favorendo una imposizione della visione del mondo e dei ruoli sociali in cui le donne “se la cercano” e i migranti “ci rubano l’identità nazionale” e tutto ciò che è connesso ad essa.

Tale profonda involuzione sta mettendo in crisi i valori di uguaglianza e accoglienza lasciando sempre più spazio all’odio e al disprezzo, ma soprattutto alla paura.

E proprio facendo leva sul sentimento della paura si sente sempre più spesso parlare di “sicurezza”, in nome della quale vengono varati decreti e norme legislative, ma che poco ormai rievocano del significato originario dell’espressione latina “sine cura” ovvero senza preoccupazione. L’applicazione delle norme di sicurezza dovrebbe rendere più difficile il verificarsi di eventi dannosi e tradursi in un miglioramento della qualità di vita, ma quello che percepiamo tutti i giorni ormai è un’inquietudine crescente.

Per questo Arci Brindisi rivolge un appello a tutta la comunità, alla società civile: rendersi consapevole della situazione in cui stiamo vivendo e divenire attivi nel contrastare la visione razzista che porta a schierare i penultimi contro gli ultimi, il più forte contro il più debole, strumentalizzando il disagio e la sofferenza di molti.

Arci Brindisi invita tutti le Istituzioni preposte a sostenere gli sforzi di chi quotidianamente lavora per garantire la protezione ai sensi della legge per tutti i cittadini, soprattutto dei più vulnerabili e, per questo, sempre più spesso gli “operatori del sociale” si sentono poco sicuri rispetto alla propria incolumità anche fisica in quanto sono nel mirino di chi fomenta odio e disprezzo.

A questo clima di violenza si può rispondere solo con il rispetto e i valori civili e democratici. La partecipazione attiva è il primo passo di questa risposta; invitiamo, pertanto, a partecipare con consapevolezza e convinzione alle prossime importanti manifestazioni per dare un segnale all’intero Paese: sabato 27 in tutta Italia, comprese Brindisi e Lecce, si manifesterà per difendere i diritti dei richiedenti asilo e il 24 novembre a Roma per contestare un disegno di legge (Ddl Pillon) che riporta indietro nel tempo le battaglie per i diritti delle donne.

“Ogni individuo ha diritto alla vita, alla libertà e alla sicurezza della propria persona” – Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, Articolo 3, 1948.

IL DIRETTIVO ARCI BRINDISI