BRINDISI.ADOC su rischio idrogeologico

Mentre scorrono le drammatiche immagini dei disastri e delle tragedie causate dal maltempo in vaste aree del nostro Paese a livello locale l’attenzione non può che concentrarsi sulle criticità e le relative attività di prevenzione. La carenza di opere idrauliche, l’assenza di manutenzione di quelle esistenti e la diffusa presenza di opere abusive attigue a luoghi a rischio fanno da cornice ad una situazione al limite della sostenibilità e della sicurezza.

Emblematica la situazione lungo la costa a ridosso della falesia ma anche nel centro abitato con quartieri sprovvisti di impianti per la raccolta delle acque piovane e con canali invasi da vegetazione spontanea e da rifiuti di ogni genere. Rimpallo di competenze e burocrazia peggiorano una situazione già di per sé potenzialmente allarmante.  E’ cronaca di questi giorni l’avvio dei lavori di pulizia del Canale Patri dopo la diffida dell’amministrazione comunale inoltrata al Consorzio di bonifica dell’Arneo che è bene ricordarlo incassa una cartella di circa trentamila euro dal Comune di Brindisi. Purtroppo da un monitoraggio dello stato dei luoghi gli interventi eseguiti risultano essere oltre che tardivi anche approssimativi considerata la presenza, tuttora, lungo gli argini, di sterpaglie e canneti. Un interrogativo a questo punto sorge spontaneo: gli uffici di Piazza Matteotti si preoccupano di controllare l’efficacia degli interventi ma soprattutto quando attueranno quanto di propria competenza? Il riferimento è alle attività tuttora non eseguite a carico dell’amministrazione comunale relativamente alla manutenzione/pulizia della vasca di limazione delle acque. Un’opera costata milioni di euro, la cui efficacia è  vanificata da una colmata di fango e vegetazione. Per quanto sopra richiamiamo l’attenzione del Sindaco, degli assessorati e degli uffici competenti al fine di un più attento monitoraggio della situazione.