Nuova sede Consiglio sulle tv nazionali. M5S: “Il caso “sprecopoli” getta ombra sulle istituzioni pugliesi. Subito Consiglio monotematico.”

Gli scandali delle spese folli per la nuova sede del Consiglio regionale che noi del Movimento 5 Stelle Puglia abbiamo denunciato in questi mesi sono ormai un caso nazionale nonostante i tentativi del governatore Emiliano, di alcuni dirigenti e dell’assessore Giannini di sminuire la gravità della “sprecopoli pugliese”.

Nella giornata di ieri il programma “Non è l’Arena” condotto da Massimo Giletti ha attenzionato la questione evidenziando solo uno degli scandali che abbiamo fatto emergere, quello delle 1600 plafoniere da 637€ l’una, ma tanti altri ne abbiamo denunciati attraverso un esposto agli organi competenti quali Corte dei conti, Procura della Repubblica e ANAC. Annunciamo che, anche alla luce dei nuovi elementi emersi nel corso della trasmissione, chiederemo la convocazione di un Consiglio monotematico sulla questione.

L’unica nota positiva di una storia che sta gettando un’ombra sulle istituzioni pugliesi davanti a tutto il Paese, è che finalmente anche uno dei dirigenti regionali interpellati l’ing. Pulli, ha confermato che, come abbiamo sempre sostenuto documenti alla mano, il costo della sede per i cittadini è di oltre 87 milioni di euro (a cui andrebbero aggiunti anche circa 6 milioni di euro di affitti per l’attuale sede del Consiglio). Siamo invece rimasti abbastanza basiti davanti alle affermazioni di un’altra dirigente regionale l’ing. Valenzano che, chiamata in trasmissione per tentare di giustificare l’ingiustificabile, anche dopo le dichiarazioni del suo collega, ha continuato a sostenere che il costo della sede per i pugliesi ammonti a circa 56 milioni.

Inutile dire che alla trasmissione non ha partecipato Emiliano che, anche questa volta, ha preferito mandare un tecnico regionale a collezionare figuracce al posto suo come già accade nelle commissioni. Ieri abbiamo assistito ad uno scaricabarile tra Giannini, Loizzo, Valenzano e il direttore dei lavori, tutti personaggi pronti a giustificare i loro lauti stipendi con le “immense responsabilità” che hanno ma che, al momento giusto, stranamente non sono mai responsabili di nulla.

l vero nuovo elemento gravissimo emerso sul quale indagheremo è che la ditta Regent produttrice delle plafoniere non avrebbe mai nemmeno inviato un preventivo per questo appalto. Insomma il sospetto è che quelle plafoniere dal costo esorbitante non siano in realtà neanche le stesse installate nella sede del Consiglio regionale. Se così fosse saremmo di fronte ad una nuova ipotesi di reato ma, come dall’inizio di questa storia lasceremo che siano gli inquirenti ai quali passeremo anche questo ulteriore dettaglio, a stabilire colpe e responsabilità di questa triste vicenda. Al momento nella nostra mente non possono che rimbombare le parole del presidente Emiliano e dell’assessore Giannini che, in Consiglio regionale, hanno avuto il coraggio di spendere anche parole di encomio sull’intera gestione di questo appalto.