Puglia.Nuova sede Consiglio, M5S deposita integrazione agli esposti di luglio: “Tanti gli ulteriori sprechi emersi”

La consigliera del M5S Antonella Laricchia ha depositato ieri un’integrazione agli esposti già depositati a luglio presso Procura della Repubblica, ANAC e Corte dei Conti sui costi della nuova sede del Consiglio Regionale. Ieri mattina si è inoltre recata personalmente presso il comando provinciale della Guardia di Finanza:

“Ho chiesto al Comandante provinciale della Guardia di Finanza – dichiara Laricchia – di fare chiarezza sugli ulteriori elementi emersi domenica nella trasmissione di Giletti. La Regione ha voluto concentrare l’attenzione solo sulle 1600 plafoniere costate ciascuna 637 euro (a cui aggiungere il 12% per parcella progettisti e il 22% di IVA, giungendo ad un costo per la Collettività di € 870 ciascuna), per cui è stata creata addirittura un’apposita commissione di vigilanza, ma sono tante le spese folli che andrebbero controllate, come abbiamo verificato leggendo i documenti in nostro possesso”.

Nell’integrazione agli esposti vengono aggiunte le spese sostenute per l’efficientamento energetico dell’edificio Tra queste vi sono quelle per il Gruppo Elettrogeno da 1.250 kVA, previsto dalla 5^ variante al posto di quello originario da 1.025 kVA. Un Gruppo Elettrogeno più potente del 20-25% , che ha portato un aumento del costo di € 108.586. Quello iniziale aveva infatti un prezzo di € 119.999 e da indagini di mercato si è rilevato che, ad un aumento di circa il 20% della potenza del Gruppo, sarebbe dovuto corrispondere un aumento del costo di circa il 20-25%. Invece, il prezzo è passato da € 119.999 a € 228.586. Altra anomalia segnalata è quella che riguarda i cavi elettrici di grossa sezione, e cioè quelli che alimentano i quadri principali dell’edificio, arrivati alla quantità spropositata di 19,6 chilometri, per un enorme maggior costo di € 290.739. Un’anomalia che vale anche per i canali zincati, posizionati a soffitto dell’edificio, in cui vengono alloggiati i cavi elettrici. Anche in questo viene segnalata la quantità in più di 17,72 chilometri con un aumento di costo di € 271.104.

“Ci sembra quantomeno “strano” – commenta Laricchia – che chi da una parte continua a giustificare alcuni aumenti di costi con l’esigenza di migliorare l’efficienza energetica dell’edificio, e quindi di abbassare i consumi di energia elettrica, specie per il condizionamento ambientale, dall’altra abbia contestualmente sentito la necessità di sostituire i gruppi elettrogeni iniziali con gruppi elettrogeni più grandi e ovviamente più costosi, anziché più piccoli. Per non parlare dei 19 chilometri di cavi a grossa sezione che sembra quantomeno improbabile possano essere inseriti in un edificio di 6+4 piani, ciascuno dei quali lungo circa 100 metri.”

L’attenzione dei cinquestelle si è concentrata anche sulle  1012 “Postazioni Lavoro, un numero più che raddoppiato rispetto alle iniziali 462. Postazioni il cui costo è aumentato del 250%, passando da € 102,36 a € 268,22 per l’aggiunta di sole n. 2 prese e n. 2 spie luce. È stato poi evidenziato il costo per 4 “Pozzi Idrici Trivellati, per il raffreddamento delle macchine di condizionamento: per ciascuno è infatti previsto un prezzo di € 63.376, a fronte di un prezzo massimo di mercato che, secondo i cinquestelle, dovrebbe attestarsi attorno agli €17.500 – 18.000. “La stessa Sezione Lavori Pubblici, nella precedente versione della 5^ Perizia di Variante del 2016 aveva già previsto gli stessi pozzi, applicando però a ciascun un prezzo di € 44.156,59 mentre poi, solo qualche mese dopo, il prezzo è stato fatto lievitare da € 44.156 a € 63.376, con un incremento del 50% per ragioni che ci sfuggono”.

“Alla luce di quanto sta emergendo – conclude Laricchia – ci sembra ancora più assurda la bocciatura della mozione che avevamo presentato lo scorso settembre in Consiglio per chiedere la sospensione del pagamento dei progettisti. Una bocciatura arrivata con il voto contrario anche dei consiglieri di centrodestra, che oggi a quanto pare hanno cambiato idea e parlano di vicenda gravissima. Questo ovviamente non ci sorprende dal momento che le responsabilità per questi sprechi vanno equamente distribuite in tutti i vecchi partiti e alcuni dei politici che ora si accodano alla nostra battaglia sedevano in Consiglio già nel 2003, quando questa vicenda ha avuto inizio.”