Venerdì 24 ottobre Marina Rei ospite ai Microfoni di Idea Radio

Venerdì 24 ottobre nel corso della trasmissione “Live” condotta da Jossie Donatiello e in onda dalle 17.00 alle 19.00 sarà ospite l’artista Marina Rei.
Figlia di genitori musicisti, madre violinista e padre batterista, Marina Restuccia – in arte Marina Rei – ha sempre respirato musica di diverse ispirazioni, una musica che ha alimentato in lei contrasti e nutrito al tempo stesso la ricchezza della sua formazione.

Nel 1994, dopo anni di concerti dal vivo e di studio delle percussioni – grazie anche all’aiuto di Paolo Micioni, all’epoca suo manager – firma con una major, la Virgin, con la quale pubblica il suo primo singolo importante (“Sola”, aprile 1995) e partecipa per la prima volta al Festival di Sanremo con il pezzo “Al di la di questi anni”, col quale vince il Premio della Critica 1996. Nello stesso anno pubblica il suo primo album in italiano, “Marina Rei”.
Ai tempi del secondo album, “Donna” (1997), il meccanismo discografico si era già fatto impegnativo e logorante, sottraendole tempo ed energie alla scrittura di testi e musica, alla ricerca di un suono appropriato e che le rispondesse. Marina inizia a non condividere a pieno le scelte della casa discografica, tra queste – la più sofferta – quella di una seconda partecipazione al Festival di Sanremo. I primi segnali di questo forte desiderio di cambiamento e di questa necessità di maggiore serenità affiorano in “Anime Belle” (1998), soprattutto nel brano “Un inverno da baciare” – sua terza partecipazione sanremese -, per manifestarsi poi in tutta la loro complessità e pienezza nell’album “Inaspettatamente” (2000), il primo lavoro interamente scritto, parole e musica, dall’artista romana.
Nel 2005, pubblica con un’etichetta indipendente l’album “Colpisci”, nuovamente prodotto da Daniele Sinigallia; da questo disco è estratta “Fammi entrare”, canzone con la quale torna a Sanremo. Colpisci è un album ricco di suoni e colori, passione ed emozione che traspaiono dalle parole e esplodono nella musica. Dieci canzoni per le quali Marina si è avvalsa della collaborazione di alcuni artisti a lei affini, come Cristiano Godano dei Marlene Kuntz, Riccardo Sinigallia, Francesco di Bella dei 24 Grana, Filippo Gatti e Roberto Mariani. A Febbraio 2006 la canzone “And I Close my eyes”, tratta dal film “Fino a Farti Male” di Alessandro Colizzi, è stata tra le finaliste nella sezione Miglior Canzone Originale per il Nastro D’argento. Nell’intensa attività concertistica degli anni seguenti, è di particolare interesse segnalare la partecipazione all’International Book Fair di Guadalajara, nel dicembre 2008 in Messico, dove ha proposto un progetto di grande energia e forte impatto: un duo con Carmen Consoli, batteria, chitarra e due voci.
L’8 maggio 2009 è uscito “Musa”, album di inediti decisamente al femminile, interamente scritto e prodotto da Marina stessa, che descrive figure femminili forti, donne fuori dagli schemi, con un percorso preciso davanti a sé – nel lavoro, nella famiglia, nella società.

Scovare un volto umano in una nuvola o nel profilo di una montagna. Trovare i lineamenti di qualcuno o qualcosa nella realtà di tutti i giorni, che forse vorremmo diversa. È la “Pareidolia”, per la scienza un fenomeno subcoscienziale, per Marina Rei il titolo del nuovo disco uscito il 30 settembre per la sua etichetta Perenne, con distribuzione Universal.
Dopo aver lavorato per il precedente disco “La conseguenza naturale dell‘errore” (2012) con alcuni dei nomi più interessanti della nuova generazione di songwriters italiani (Pier Paolo Capovilla, Andrea Appino, Paolo Benvegnù, Riccardo Sinigallia), questa volta Marina Rei ha deciso di affidare la produzione del suo nono lavoro in studio a Giulio Ragno Favero (One Dimensional Man, Il Teatro degli Orrori). Un lavoro dove le chitarre e il pianoforte hanno ampio spazio accanto alla consueta palpitante presenza della batteria suonata da Marina e in un episodio dal padre Vincenzo Restuccia, storico batterista della musica italiana già al lavoro con Ennio Morricone, Nicola Piovani e Fabrizio De André.
Il risultato è un disco nel quale Marina Rei spoglia di ogni orpello l‘orizzonte emotivo di canzoni frementi e intense. Dove amore, disincanto, speranza e vitalità riecheggiano in liriche spesso dirette, che quando utilizzano immagini e metafore non lo fanno per celarsi ma per rendere ancora più immediato e pulsante quello che vogliono dire. Tutto ciò all‘interno di una tracklist che passa da tensioni elettriche che sembrano non mollare mai la presa (l‘iniziale “Avessi artigli”, “Sole”), sino a ballad dalla curvatura melodica dolceamara (“Del tempo perso”, “Fragili”). Mentre la title-track vede la collaborazione del rapper Zona MC e ancora una volta di Off Muziek.
Infine, a chiusura del disco, Marina Rei torna a rileggere come già in passato un grande brano dell‘“altra” musica italiana. Questa volta è il turno di “Annarella” dei CCCP, proposta in una versione decisamente lunare. Una bolla di luce che in un disco come “Pareidolia” diviene una specie di grande sigillo emozionale.
L’intervista potrà essere seguita anche in streaming sul sito www.idearadionelmondo.it.


Gen.le Lettore.

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