BARI, De Biasi (La Puglia prima di tutto): “Anche il ministro Galletti parla d’inquinamento a Torre Guaceto.

La Giunta regionale si muova, prima che al danno si aggiunga anche la beffa”

“Le ultime, allarmanti notizie rese note dal ministro Galletti sottolineano ancora una volta che su Torre Guaceto e la vicenda del depuratore di Carovigno non si può più perdere tempo”: torna all’attacco il presidente de “La Puglia prima di tutto” alla Regione Puglia, Franco De Biasi, già primo firmatario dell’o.d.g. approvato all’unanimità in Consiglio regionale, nei giorni scorsi. E lo fa alla vigilia dell’ incontro per il 27 ottobre sull’esito delle indagini in corso per accertare le responsabilità e fare un punto sulla situazione.

“Purtroppo c’è chi pensa solo ai proclami e a recitare secondo copione il proprio compitino politico – spiega De Biasi – mentre si rischia il disastro ambientale, visto che durante un ‘Question time’ alla Camera il ministro Galletti ha detto con chiarezza che la Capitaneria ha dato notizia alla Procura del superamento dei valori di azoto totale ed escherichia coli sia alla foce che al depuratore.

Il Consiglio ha fatto la sua parte ma è chiaro che la palla passa alla giunta, che deve mettere in atto ‘gli interventi tecnici necessari a garantire l’integrità ambientale dell’oasi naturale di Torre Guaceto’, così come recita l’ordine del giorno approvato. La situazione è abbastanza grave e bisogna fare in fretta, prima di compromettere parte dell’ecosistema. C’è la scadenza del Tar, che dovrebbe decidere il 19 novembre, ma manca quasi un mese e nel frattempo non crediamo sia il caso di assistere impassibili a quanto sta accadendo. Come già abbiamo sostenuto ripetutamente nei giorni scorsi, bisognerebbe dare prova di coerenza: non possiamo correre il rischio che al danno si aggiunga anche la beffa per i residenti dei Comuni serviti ma anche per un autentico fiore all’occhiello del turismo pugliese. Chi si attarda a parlare ora, avrebbe dovuto opporsi per tempo visto che il nuovo depuratore che serve Carovigno, San Vito dei Normanni e San Michele Salentino ha da subito destato non pochi dubbi”.


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