BRINDISI, Assemblee sindacali unitarie Federazioni Scuola – Brindisi

Le Segreterie territoriali Cisl Scuola, Snals-Confsal, Flc Cgil, dal 21 ottobre al 4 novembre hanno tenuto, nelle scuole di ogni ordine e grado della provincia di Brindisi, assemblee unitarie per illustrare le ragioni della protesta della Scuola contro il Governo che ha preannunciato, nella Legge di stabilità e nel piano “La Buona Scuola”:


· il blocco dei contratti di lavoro per ulteriori tre anni
· mancati scatti di anzianità fino al 2019, da sostituire con scatti di competenza basati sul merito destinato solo al 66% dei docenti
· taglio considerevole delle risorse finanziarie da destinare all’offerta formativa.
Nel corso delle assemblee, l’ultima delle quali si è tenuta a Brindisi, sono state raccolte le firme a sostegno della protesta dei lavoratori della scuola per sbloccare il contratto, fermo ormai dal 2007 e, pertanto, anche la scuola brindisina ha contribuito all’iniziativa che ha visto le Segreterie Nazionali impegnate lo scorso 30 ottobre, a Roma, nella consegna materiale al Governo delle firme di adesione al documento sblocca contratto.
Gli argomenti all’ordine del giorno delle assemblee:
1) il rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro comparto scuola
2) gli scatti di anzianità
3) la raccolta firme per lo sblocca contratto
4) il piano del Governo: “La Buona Scuola”
5) la manifestazione dell’8 novembre 2014 a Roma
La partecipazione e l’attenzione sono state corali. Molti gli interventi da parte di docenti e ATA che hanno condiviso con i sindacati la gravità del momento che sta attraversando la scuola italiana.
E, a proposito di Buona Scuola, dovunque prevale la certezza che i docenti da sempre, anno dopo anno, trimestre dopo trimestre, ora dopo ora, fanno con impegno la buona scuola italiana, troppo spesso ormai in scuole poco sicure, senza risorse finanziarie e in assenza di strumenti adeguati.
Se veramente si vuole cambiare la scuola in meglio bisogna dar vita a una netta inversione di tendenza rispetto alle scelte degli ultimi vent’anni:
• i tagli continui di risorse,
• il blocco del contratto e degli automatismi stipendiali,
• gli stipendi più bassi d’Europa,
• la riduzione degli organici,
• l’incremento del numero di alunni per classe,
• il selvaggio dimensionamento scolastico,
• la fatiscenza e insicurezza degli edifici scolastici,
• i finanziamenti sempre più scarsi alle scuole per il loro funzionamento,
• la drastica riduzione del fondo per il Miglioramento dell’Offerta Formativa
Appare difficile fare la Buona Scuola se si continua di questo passo perché le scelte fatte dal Parlamento, dai Governi e dal Ministero, negli ultimi vent’anni, hanno di fatto reso quasi ingestibile la quotidianità del fare scuola.
Nelle assemblee si sono raccolte le adesioni delle lavoratrici e dei lavoratori della scuola in vista della manifestazione del pubblico impiego in programma a Roma per l’8 novembre.
Da Brindisi i pullman saranno messi a disposizione dalle organizzazioni sindacali.


Gen.le Lettore.

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