SVILUPPO URBANO SOSTENIBILE, A LECCE I PARTNER EUROPEI

Una due giorni nel capoluogo salentino per partecipare al progetto Wood FootPrint, inserito all’interno di Urbact II, il programma europeo di cooperazione interregionale. Lecce, in particolare, guarda con interesse allo sviluppo sostenibile dell’area industriale


Martedì 11 e mercoledì 12 novembre si terrà a Lecce il meeting del progetto Wood FootPrint a cui partecipano le città partner di Pacos de Ferreira (Portogallo), Monaghan (Irlanda), Larissa (Grecia), Roesalare (Belgio), Tartu (Estonia), Viborg (Danimarca), High Wycombe (Regno Unito), Yecla (Spagna) oltre al Comune di Lecce.
Il meeting prenderà il via martedì 11 novembre, a partire dalle ore 9 al Must di Lecce.
Wood Foot Print è inserito all’interno di Urbact II, il programma europeo di cooperazione interregionale finanziato dal Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR) nato con lo scopo di promuovere lo sviluppo urbano sostenibile mediante lo scambio di esperienze tra città europee e la diffusione delle conoscenze, aiutando le città a sviluppare soluzioni concrete, innovative e sostenibili, integrando la dimensione economica, sociale ed ambientale e fornendo gli strumenti utili per la creazione di piani di azione locali negli specifici ambiti tematici del Programma.
Ad oggi il Comune di Lecce ha partecipato agli incontri transnazionali organizzati dai diversi partner per lo scambio delle buone prassi in termini di rigenerazione e riqualificazione urbana.
Allo stesso tempo si è formato il Gruppo di Supporto Locale, un tavolo di confronto composto da Consorzio Asi Lecce, Provincia di Lecce, Comune di Surbo, Confindustria Lecce, Ordine degli Architetti e Ordine degli Ingegneri con l’obiettivo di definire un Piano di Azione Locale che dovrà mettere a fuoco le necessità del settore produttivo ed imprenditoriale locale, focalizzando l’attenzione sull’area industriale Lecce-Surbo per poter garantire un migliore sviluppo dell’economia locale, conciliandole con i principi dello sviluppo sostenibile. Nell’analisi, che ha ricalcato alcuni focus tematici decisi dai partner a livello progettuale, particolare attenzione è stata posta alla situazione dei siti in stato di abbandono, al miglioramento delle competenze ed all’occupazione, alle aree produttive ed industriali ed al concetto di diversificazione. Entro marzo 2015 si prevede l’adozione del Piano di Azione Locale.
Angelo Tondo, presidente del Consorzio Asi Lecce esprime grande soddisfazione per l’evento:“Grazie al Programma Urbact II e al progetto Wood FootPrint, la collaborazione tra il Consorzio e il Comune di Lecce diventa più proficua a vantaggio di una delle nostre aree industriali che merita di essere recuperata: il Piano di Azione Locale terrà infatti conto delle esigenze del nostro territorio soprattutto riqualificando alcune zone dell’area industriale Lecce-Surbo ad oggi abbandonate, rivitalizzandole offrendo, così, la possibilità di un rilancio dell’economia, dell’occupazione e quindi della qualità della vita con uno sguardo sempre attento alla sostenibilità ambientale”.
Per Alessandro Delli Noci, assessore alle Politiche comunitarie del Comune di Lecce “la gestione dei sistemi urbani, l’approccio integrato e sostenibile alla crescita urbana, lo sviluppo di partenariati e di processi di governance multilivello efficaci rappresentano i capisaldi del Programma Urbact II. Wood FootPrint è focalizzato sulle necessità del settore manifatturiero, conciliandole con i principi dello sviluppo urbano sostenibile, della qualità della vita e della competitività economica. Il ruolo del Comune di Lecce è quello di creare nuove e migliori forme di sinergie, di partecipare ad un network innovativo ed attivo grazie al coinvolgimento dei principali stakeholders del territorio che, in questa occasione, hanno risposto con grande entusiasmo e partecipazione al progetto: ringrazio infatti tutti gli Enti e le Associazioni che hanno contribuito a delineare il Piano di Azione Locale che avrà come obiettivo anche quello di intercettare nuovi finanziamenti per la riqualificazione delle aree. Adesso la sfida è quella di creare insediamenti produttivi innovativi in linea con l’obiettivo delle smart cities”.


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