Giovani Democratici di Brindisi: Le nostre proposte per la lotta alla criminalità e il rafforzamento della legalità

A seguito dei casi di crimine che hanno interessato la città di Brindisi nell’ultimo breve periodo, sulla scia di altre associazioni GD come quella di Bari, anche noi vogliamo cercare di contribuire alla risoluzione del problema dell’illegalità e della criminalità. Alcune proposte sono pertanto state sviluppate e portate all’attenzione del direttivo cittadino del Partito Democratico di Brindisi:


1) Proposte per contrastare la criminalità
– Mappatura delle zone “a rischio” della città e conseguente aumento dei controlli nelle suddette zone;
– Istituzione di un numero verde che coadiuvi il lavoro delle forze dell’ordine e che faccia vincere nei cittadini il timore di denunciare fatti criminogeni, facendo così riacquistare fiducia al privato coinvolgendolo nella cura e protezione della città;
– Entrata in funzione degli impianti di videosorveglianza nei luoghi come il sottopassaggio nuovo di via Tor pisana e i luoghi di maggiore interesse;
– Tavolo monotematico con istituzioni e vari rappresentanti di associazioni per accogliere al meglio le Varie istanze; dimostrando con azioni mirate che la cittadinanza non è disposta a concedere spazi alla criminalità.
– Mappatura completa delle sale Slot, bingo e centri scommesse presenti sul territorio, al fine di poter applicare completamente la Legge regionale 43/2013. Una delle possibilità per la nostra amministrazione potrebbe essere quella di vietare l’attività delle sale da gioco durante alcune fasce orarie della giornata. A riguardo segnaliamo una sentenza del TAR della Lombardia, su un provvedimento emanato dal Sindaco di Lecco e impugnato, dai gestori dei bar. <L’amministrazione>, si legge in tale ordinanza del tar, <ha il potere di disciplinare l’orario degli esercizi commerciali anche in relazione alle sale da gioco, per tutelare la salute pubblica dei cittadini>.
– Attivare le buone pratiche già sperimentate in altri comuni: gli uffici comunali devono essere obbligati ad informarsi sulle imprese coinvolte per ogni appalto superiore a 300 mila euro e va garantita al Comune la facoltà di recedere senza penali da un contratto anche se l’informativa su infiltrazioni mafiose arriva a lavori già iniziati, nonchè l’obbligo di escludere da tutte le gare in qualsiasi momento le imprese legate alle mafie.
– Al fine di poter attuare e facilitare la messa in opera di tali ed eventuali richieste, sarebbe opportuno nominare un delegato alla legalità e sicurezza del territorio del Comune di Brindisi.

2) Proposte per prevenire la criminalità soprattutto tra i giovani
– Rivalutazione delle pubbliche istituzioni (scuole, biblioteche ecc.) al fine di prevenire la criminalità giovanile; introdurre attività di servizio civile e corsi di educazione alla civiltà; (importante è la nostra prima esperienza come GD che con l’organizzazione s.p.i c.g.i.l abbiamo creato il progetto “LEGGIAMO LA COSTITUZIONE”)
– collaborazione tra associazioni giovanili e di volontariato operanti sul territorio, e le istituzioni al fine di creare spazi sani che siano a misura di bambini e adolescenti (ad esempio come accade nell’oratorio della chiesa dei Salesiani in via Appia o al Centro d’aggregazione giovanile del Paradiso);

3) Proposte per la reintroduzione in società del soggetto che ha delinquito per evitare il fenomeno di reiterazione dei reati e recidive
– Sviluppo della funzione riabilitativa e rieducativa attribuita al carcere dal legislatore e dall’ordinamento, seguendo anche quelle che sono le direttive europee e le linee guida dettate dalla Convenzione E.D.U.;
– introduzione nel carcere di corsi allo scopo di insegnare un mestiere ai detenuti (falegnameria, lavorazione del ferro, agronomia, meccanica ecc.) con conseguente collaborazione con le aziende operanti sul territorio per il reintegro del soggetto una volta che ha scontato la pena (vedi esperienza del carcere di Bollate – Milano e progetto made in carcere nato tra le mura del carcere femminile di Lecce). Oltre 30 milioni di euro (più di venti per il 2013 e 10 dal 2014) sotto forma di sgravi fiscali e contributivi per le imprese che assumono, per un periodo non inferiore a trenta giorni, lavoratori detenuti. È quanto prevede un decreto ministeriale firmato dal Guardasigilli Andrea Orlando, di concerto con i ministri dell’Economia e del Lavoro, che punta a riunire sotto un unico regolamento le norme successive alla legge Smuraglia per favorire l’attività lavorativa dei detenuti finalizzata alla loro rieducazione e al reinserimento nella società.


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