BBC: Da ENI Versalis nessuna risposta su tutela dell’ambiente e lavoro

Si è tenuto ieri l’incontro tra i vertici ENI-Versalis , consiglieri comunali, sindacati e Confindustria. Molti i temi affrontati nelle quasi tre ore di dell’incontro: dalle sfiammate delle torce alle mancate manutenzioni, in particolare quelle straordinarie,  alla tutela dei lavoratori delle ditte nei passaggi di cantiere, alle bonifiche

Su nessuno di questi punti registriamo risposte convincenti o aperture da parte dei dirigenti dell’ENI. Non siamo soddisfatti dall’intervento dell’Ing. Saporito che ha tratteggiato a tinte pastello rosa ed azzurre la presenza del gruppo a Brindisi. Una presenza fatta, secondo la versione del dirigente ENI, di   ingenti investimenti tecnologici sulle torce ed impianti, senza  gare  al massimo ribasso o comunque aggiudicate in funzione del ribasso proposto,  e quindi secondo loro rispondenti alla  tutela dei lavoratori.

La realtà che noi invece viviamo a Brindisi è un’altra. Abbiamo sottolineato nel nostro intervento invece le mancate manutenzioni che a nostro avviso causano gran parte delle frequenti sfiammate delle torce che espongono in caso di venti prevalenti sulla città i cittadini ed i lavoratori ad agenti inquinanti cancerogeni come il Benzene.

Abbiamo altresì ricordato che è stata la magistratura con il sequestro della Torcia ad imporre tecnologie ed investimenti. Sta a loro quindi scegliere se continuare sulla via degli esposti e degli accertamenti della Procura in conseguenza delle sfiammate, o invece intervendo radicalmente sugli  impianti , in primis il famoso compressore che troppo spesso va in blocco, e anche attraverso le  manutenzioni straordinarie da realizzare subito  per ridurre ad eventi eccezionali la sfiammate delle torce.

Abbiamo inoltre chiesto di non proseguire con le gare al ribasso per gli affidamenti dei lavori ed impegnarsi in un accordo che preveda la tutela dei lavoratori nel passaggio di cantiere.

Qui i vertici Eni si sono superati affermando che non possono impegnarsi su questo e che addirittura  se dovesse vincere un’azienda altamente tecnologica che impieghi robot  e quindi non lavoratori, il gruppo  Eni affiderebbe lo stesso i lavori.

E’ naturale chiedersi di fronte a simili affermazioni di  cosa ce ne facciamo di un’azienda che risponde in questo modo sulla tutela del lavoro e dei lavoratori. Cosa avrebbe da guadagnare un territorio dalla presenza di robot al posto di lavoratori. Ma evidentemente queste son cose che ben poco interessano l’ENI.

Ne sono state soddisfacenti le risposte sulle bonifiche della falda, della dismissione e relativa bonifica di impianti non più utilizzati, su Micorosa con un tombamento a carico della collettività.

Restano quindi senza alcuna risposta le nostre richieste sull’immediato fermo degli impianti per gli adeguamenti tecnologici delle torce e immediate manutenzioni, così come la richiesta di un protocollo che vincoli ENI alla salvaguardia di tutti i posti di lavoro nelle gare di appalto da aggiudicarsi su valutazioni tecniche e non certo sui ribassi che raggiungono anche il 20 per cento.

Queste richieste le  manterremo nel prossimo consiglio comunale sul petrolchimico che a questo punto non ci sembra più rinviabile visto l’atteggiamento dell’ENI.


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