ROMA, IL M5S PREME SU GENTILONI PER LA QUESTIONE MARÒ MA IL NEO-MINISTRO PARE GLISSARE

Il deputato pugliese Scagliusi (M5S), durante l’audizione del nuovo Ministro degli Esteri Gentiloni, chiede di fare il punto sulla politica estera e sui temi chiave dal caso Marò, agli accordi commerciali, alle adozioni internazionali

Il neo Ministro degli Affari esteri e della cooperazione internazionale Paolo Gentiloni, fresco di nomina dopo il trasferimento a Bruxelles della precedessora Federica Mogherini, pronta a ricoprire il ruolo di Alto rappresentante dell’Unione europea per la politica estera e di sicurezza comune (Lady Pesc), è stato finalmente ascoltato sulle linee programmatiche del suo dicastero dai membri delle Commissioni Affari esteri di Camera e Senato. Tra i temi sollevati dal deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) al neo-Ministro Gentiloni: il caso Marò, l’embargo russo, le adozioni internazionali, la sovranità monetaria, energetica ed alimentare.

Purtroppo il Ministro Gentiloni ha evitato proprio gli argomenti più scottanti e oggettivamente più intricati del dicastero che ha appena preso in mano – dichiara il deputato Scagliusi, componente M5S della Commissione Affari esteri della Camera – Sarebbe stato opportuno parlare delle misure che il Governo ha intenzione di adottare per far fronte alla crisi che le sanzioni inflitte alla Russia stanno creando sull’economia italiana. Oppure delle intricate adozioni internazionali che coinvolgono tante famiglie italiane o, ancora, degli scandali degli Istituti di cultura, della rete consolare all’estero e del concorso truccato alla Farnesina”.

Nel suo intervento, Scagliusi (M5S) ha subito fatto notare al Ministro Gentiloni che temi fondamentali quali la sovranità monetaria e la sovranità alimentare non sono stati per niente trattati nella sua relazione alle Commissioni Affari esteri“Non si è parlato neanche di sovranità energetica – ha proseguito il deputato pugliese Scagliusi – nonostante ormai sia sempre più evidente che le scelte in questo campo condizionano la nostra politica estera. In merito al trattato transatlantico per il commercio e gli investimenti ho invitato il Ministro a condividere le informazioni in suo possesso visto che, ad oggi, non si conoscono i termini dell’accordo e, di conseguenza, sono ignote le ricadute che questo avrà sul nostro Paese”.

A proposito di ripercussioni economiche, un accenno è stato fatto alla Legge di Stabilità 2014 che taglia i fondi sulla cooperazione internazionale. Non si è poi fatto attendere il pressing sulla vicenda dei due Marò, con l’Italia che continua ad assumere una linea remissiva nonostante le promesse degli ultimi mesi sia della Mogherini sia del Ministro della Difesa Roberta Pinotti, le quali hanno sempre dichiarato che il Governo abbia già deliberato l’attivazione dell’arbitrato internazionale previsto dal diritto internazionale marittimo.

Ad oggi, non sappiamo che fine abbia fatto questo arbitrato internazionale e non vi è traccia di novità che possano far prevedere un lieto fine – conclude il deputato pugliese Emanuele Scagliusi (M5S) – Mi auguro che Gentiloni sia più presente come Ministro degli affari esteri di quanto non lo sia stato come membro della Commissione esteri dall’inizio di questa Legislatura. Nella sua carriera non si è mai occupato di esteri, Arriva alla Farnesina nel segno della continuità e della rassicurazione che inesorabilmente indeboliscono ed immobilizzano la diplomazia italiana”.


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