On. Matarelli sulla riforma della province: no ai tagli ed attenzione alla ricollocazione

La riforma delle Province prevede nell’area del Grande Salento, come nel resto dell’Italia, una importante serie di esuberi della pianta organica, causati dai tagli inseriti nella Legge di stabilità. Se, da un lato, l’operazione di spending review già suscita perplessità perché non inquadrata in una più efficace ed organica razionalizzazione delle spese statali, dall’altro rischia – se affrontata con leggerezza o negligenza – di procurare danni più acuti di quelli che vorrebbe sanare.


La mia preoccupazione verte sui criteri di ricollocazione dei lavoratori che saranno soggetti ad esubero. E’ chiaro infatti che, per redistribuire le forze in organico (e qui mi riferisco ai dipendenti risultati vincitori di concorso), bisognerà tenere conto delle concrete necessità della Pubblica Amministrazione. Non sembra altrettanto chiaro che si dovranno parimenti considerare le esigenze degli stessi lavoratori, per i quali occorrerà rispettare tanto i ruoli funzionali, quanto i rapporti tra residenza e destinazione.
Altrettanta preoccupazione merita l’immediato destino dei dipendenti delle società partecipate (quelle in cui la Provincia è azionista, quali ad esempio la Santa Teresa spa o la STP): in tal caso lo scrupolo dell’amministratore deve essere fondamentalmente uno, e cioè quello della salvaguardia di ogni posto di lavoro. Secondo ipotesi sciagurate potrebbero verificarsi inaccettabili tagli all’organico del personale di quelle società. Di contro, nell’ottica di tutela assoluta del lavoro dipendente, sarà utile interessare tanto i Comuni coinvolti (attraverso l’ANCI), quanto la Conferenza delle Regioni, in modo da costituire un fronte istituzionale compatto ed efficace.
Dal canto mio, mi impegno a seguire la vicenda brindisina in Parlamento, avendo cura di ascoltare tutte le istanze che proverranno dal territorio e valutando passo passo i provvedimenti delle diverse amministrazioni interessate.


Gen.le Lettore.

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