BARI, De Biasi (La Puglia prima di tutto): “Primo obiettivo: rilanciare il porto di Brindisi”

“L’obiettivo, che non va mai perso di vista, è il rilancio definitivo del porto di Brindisi, sul quale non si può continuare da un lato a piangersi addosso e dall’altro negare qualsiasi prospettiva di apertura”: il presidente del gruppo consiliare “La Puglia prima di tutto” alla Regione, Francesco De Biasi, interviene nel dibattito che si è aperto nelle ultime ore sul futuro dello scalo marittimo brindisino.


“Non basta dire se si è favorevoli o contrari alla scelta di concedere alla Grimaldi la concessione delle aree portuali – spiega – ma bisogna anche entrare nel merito senza inutili pregiudiziali che finirebbero inevitabilmente con l’inquinare il dibattito. E’ chiaro che siamo di fronte ad una compagnia prestigiosa che sulla carta potrebbe fare molto per rilanciare il porto di Brindisi, ormai da troppi anni relegato al ruolo di misero comprimario sul palcoscenico dell’Adriatico. Ma allo stesso tempo bisogna ragionare sulle scelte e sulle contropartite. Il territorio, insomma, ne deve beneficiare a 360°, altrimenti non servirà a nulla”.
Secondo De Biasi, il primo punto riguarda il regime di monopolio, che andrebbe in spregio delle normative comunitarie che richiamano la libera concorrenza: “Una concessione ventennale solo ad un soggetto potrebbe tra l’altro essere un errore – dice – nel momento in cui non sono certi e chiari gli investimenti e gli eventuali incrementi di traffico. Sarebbe invece opportuno tenere libera una parte del porto per aprire ad altri soggetti che potrebbero essere interessati una volta che il rilancio sia partito”.
Importante anche il profilo occupazionale: “Con chiunque voglia scendere in campo nel porto di Brindisi – afferma De Biasi – bisogna concordare il futuro dei lavoratori che gravitano nell’area dello scalo, così come deve essere chiaro che la manodopera locale non solo non deve essere tagliata fuori, ma deve diventare il naturale ‘serbatoio’ per nuove eventuali assunzioni. Ma di tutto questo si può e si deve parlare, sentito il parere di tutte le parti in causa. Anche perché Brindisi deve mostrare di avere un minimo di potere contrattuale; tanto peggio di come vanno le cose, davvero è difficile immaginarle…”.


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