BRINDISI, Enzo Casone lascia la tessera del Partito Democratico. La lettera aperta

Questa decisione é il frutto di lunga meditazione dopo mesi e mesi di difficoltà nel comprendere quello che accadeva e la crescente distanza degli eventi, delle affermazioni, degli atti dalle idee e dalle passioni con cui avevo partecipato, sin  da ultimo Segretario Provinciale dei Democratici di SInistra , alla costruzione del Partito Democratico.
Non mi ritrovo più in un Partito dove ci si esalta per la distruzione , nel mondo del lavoro dipendente, della rete di regole, di diritti individuali e di partecipazione democratica costruita con fatica , con lunghe trattative e sovente con duri scioperi nonché grazie alla cultura giuridica di studiosi di sinistra.
Non mi ritrovo più in un Partito dove si irridono centinaia di migliaia di lavoratori, giovani studenti e disoccupati, che manifestano le proprie ansie ed invitano a cambiare rotta.
Non mi ritrovo più in un Partito che doveva procedere al rinnovamento ed all’ampliamento della partecipazione attiva, dove invece cresce la concentrazione di incarichi su gruppi ristretti di rappresentanti: da un Segretario nazionale che é anche Capo di Governo, da componenti di Segreteria che sono anche Presidenti di Regione e Parlamentari europei, a Segretari provinciali che sono anche Sindaci e Segretari comunali che sono Consiglieri comunali, ecc.ecc., Non mi ritrovo non solo per i principi presenti nel primo Statuto del PD (questo sconosciuto e soggetto a modifiche periodiche secondo le contingenti esigenze) ma soprattutto perché mi chiedo: come possono fare decentemente tante cose insieme? Sono super women o super man..o sono solo improvvisatori?
Non mi ritrovo più in un Partito dove le sedi di confronto democratico o non esistono , perché non si convocano, o esistono pro forma perché, pur se convocate -in modo anomalo ed in tempi ristrettissimi -non decidono praticamente nulla, visto che contano solo le esternazioni dei leaders ai diversi livelli, tanto da arrivare negli ultimi giorni ad un surrettizio cambio di maggioranza sotto la scusa della riforma elettorale.
Non mi ritrovo più in un Partito dove non si studia, non si approfondiscono le tematiche che interessano la collettività, dove l’ascolto ragionato delle domande delle cittadine e dei cittadini é un optional.
Non mi ritrovo più in un Partito nel quale il valore principale sul quale misurarsi é il pacchetto di elettori o delle tessere/voti portati alle primarie considerati come proprietà personali e non più come bagaglio di aspettativa , di fiducia, di contributo da dare ad un soggetto collettivo dal nome Partito, così come inteso dalla Costituzione Italiana.
Non mi ritrovo più in un Partito dove la gestione del Tesseramento é quanto meno sconcertante e dove, per di più, un tesserato militante e regolarmente pagante da anni vale quanto un elettore di passaggio alle primarie con un contributo di 2 euro, Primarie sempre meno definite normativamente e sempre più terra di incursione di gruppi estranei alla nostra storia.
Non mi ritrovo più in un Partito di tal fatta dove chi dissente é offeso personalmente, sfuggendo sistematicamente al confronto di merito sulle questioni sollevate.
Non mi ritrovo più in un Partito che non sa più o non vuole interpretare i disagi, le domande, le aspettative del tessuto sociale più sofferente, più precario socialmente ed economicamente.
Non mi ritrovo più in un Partito dove la parola Etica e la sua attuazione quotidiana sono optionals sempre più in ombra.
Quindi con grande dolore, specie per il distacco umano da amiche, amici, compagne e compagni con cui ho vissuto confronti, battaglie, stagioni elettorali (tantissime!), proposte e programmi , informo che non ci sono le condizioni perché rinnovi per il 2015 la tessera del PD, con conseguente decadenza dagli incarichi ricevuti al Congresso. Per la prima volta nella mia vita non avrò la tessera di un Partito. Ho sempre aderito dal 1974 a Partiti (PSI, SI, PDS, DS) dove la parola Sinistra era coniugata con impegno ed orgoglio. Non sono più in grado di fare mediazioni con me stesso per un Partito che non pone più alla sua base i miei stessi valori.
Auguro a voi dirigenti, a voi amiche amici compagne e compagni di continuare al meglio quel cammino che purtroppo non mi appartiene più.

Vincenzo Casone


Gen.le Lettore.

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