Giovani Democratici e PD Brindisi contro il Razzismo

Nella giornata di domenica 25 gennaio 2015, si è tenuta lungo le vie della città di Brindisi, la “biciclettata antirazzista” in risposta all’episodio di insensata violenza, che ha visto, la scorsa settimana, le abitazioni e i mezzi di locomozione degli immigrati risiedenti nella nostra città, dati alle fiamme.

Proprio nel solco dell’integrazione, la manifestazione invitava la cittadinanza ad esprimere la vicinanza agli immigrati vittime dell’episodio, in sella ad una biciletta, adoperando quello che spesso risulta, purtroppo, essere l’unico mezzo di locomozione a loro disposizione.

Ebbene, noi Giovani Democratici brindisini e iscritti al Partito Democratico condanniamo senza attenuanti il razzismo in tutte le sue forme. Razzismo, che, deve essere necessariamente inteso nell’accezione più ampia possibile, per potere essere efficacemente combattuto; si parla pertanto di razzismo, non solo quando, come nell’episodio accennato, si discrimina sulla base del colore della pelle, ma anche e soprattutto laddove esso assuma forme più subdole e striscianti, aggredendo tutto ciò che è “diverso” ed “altro”.

È necessario pertanto, come sempre del resto, partire da giovani. La scuola ha senza dubbio un ruolo fondamentale in questo: solo l’apertura verso altre culture, può mostrare come diverso non sia sinonimo di pericoloso, ma solo di inusuale; come, in sostanza, l’appartenenza ad una religione differente dalla propria, non debba generare paura, ma solo curiosità.

In controtendenza, si muovono alcuni movimenti di estrema destra, ed anche la Lega Nord, che da sempre sposa la cultura dell’odio e del disprezzo del diverso; diverso, identificato di volta in volta nel “terrone”, nell’immigrato e da ultimo, nel professante la religione mussulmana.

Occorre, quindi, impedire che il degrado morale e sociale che ha colpito negli ultimi anni l’italia tutta e la popolazione brindisina, favorisca l’infiltrazione di idee xenofobe e razziste.
È necessario pertanto che le istituzioni e la classe politica prendano coscienza della situazione attuale, ed agiscano non solo attraverso la condanna verbale, ma lavorando affinché si crei un tessuto sociale che impedisca la nascita di tali sentimenti di odio e discriminazione.

In fin dei conti, parafrasando il celebre Albert Einstein, apparteniamo tutti ad una sola razza esistente: quella umana.


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