CGL Brindisi, L’accordo sottoscritto per Zoe: un nuovo inizio

La notizia della chiusura della vertenza della lavoratrice di Basell si è diffusa con una rapidità straordinaria, segnale che tutto il clamore che la vicenda aveva avuto era frutto anche della capacità collettiva di indignarsi di fronte a un licenziamento che sapeva troppo di ingiustizia.

Tanta solidarietà che è servita a tutti quanti noi, impegnati sul versante sindacale nella battaglia per la tutela dei suoi diritti, a sentirsi forti nella rivendicazione. Dopo tre mesi di trattativa piuttosto complicata, come segretaria della CGIL di Brindisi consetitemi di esprimere piena soddisfazione per il risultato raggiunto per due particolari motivi che mi preme evidenziare.
Il primo è che riconquistare un posto di lavoro, in piena crisi economica, è di per sé un successo, ma questo ha un sapore particolare, per aver portato una multinazionale come Lyondell Basell a guardare in basso: a ripensare che le postazioni nell’organizzazione del lavoro non sono solo numeri ma che, invece, come ha evidenziato anche il presidente di Confindustria, sono occupate da persone, con le loro capacità e le loro storie. I rapporti di lavoro sono dinamiche che fanno parte delle relazioni umane, e nel bene e nel male, la dignità di ciascuno va sempre rispettata. E di questo ha dovuto prendere atto Basell e riconsiderare che Patrizia meritava un’altra chance. E il fatto stesso che l’azienda ci abbia ripensato mi porta a sperare che il management aziendale accetti l’invito del presidente Vendola e dell’Assessore Caroli ad essere disponibile a parlare di rilancio della chimica a Brindisi: la grande industria ha e può continuare ad avere un ruolo strategico, investendo in nuovi piani industriali all’insegna dell’innovazione nel processo produttivo. Potremmo così parlare della creazione di nuovi posti di lavoro invece che di rischio di licenziamenti.
Il secondo motivo riguarda l’intero polo industriale. E’ evidente che ENI ha avuto un ruolo importante per la soluzione della vertenza, un’attenzione che non passa inosservata. L’auspicio è che sia l’avvio di un nuovo “umanesimo” nelle relazioni industriali, importante per affrontare al meglio le diverse fasi dei processi produttivi. Alla vigilia di una fermata diventa un aspetto di non poco conto registrare quella sensibilità necessaria a non far sembrare le sedi decisionali sempre troppo lontane dalle sorti dei tanti lavoratori e della tante lavoratrici che, di fatto, qui, ogni giorno fanno produzione.
Auguro a Patrizia buon lavoro e ringrazio tutti coloro che ci hanno aiutato a non farla sentire mai sola.

Il Segretario Generale
Michela Almiento


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