TARANTO: PER I 5 STELLE IL RILANCIO DELLA CITTÀ NON PASSA DAL SETTIMO DECRETO ILVA

La candidata presidente Laricchia e i portavoce M5S puntano a valorizzare le peculiarità del territorio tarantino, rigettando la “monocultura dell’acciaio” dei decreti governativi 

L’Aula di Montecitorio converte in legge il settimo decreto Salva Ilva, ma per il M5S si tratta solamente del testardo proseguimento di una linea governativa fallimentare, acclarata dagli inesistenti esiti dei decreti precedenti. I 5 Stelle provano a dare un segnale tangibile di cambiamento per la città di Taranto, mettendo in evidenza che non è più possibile continuare con l’ottusa idea della “monocultura dell’acciaio” e delle industrie impattanti sul territorio.

Taranto ha bisogno del cambiamento che tuteli gli interessi del territorio e dei cittadini – dichiarano la candidata Presidente della regione Puglia per il MoVimento 5 Stelle, Antonella Laricchia e portavoce pugliesi a Roma e Bruxelles del M5S – Dopo sette decreti in tre anni dove il Governo ha insistito per la produzione di acciaio a tutti i costi, in barba alle leggi sulla tutela ambientale, alle direttive europee, ai diritti dei lavoratori e soprattutto in barba alla sostenibilità economica – l’Ilva, infatti, ha accumulato debiti per quasi 3 miliardi di euro e continua a produrre ogni mese ben 30 milioni di euro di passivo – Questa strada si è rivelata come fallimentare. Non c’è futuro per l’Ilva e per questo urge un cambiamento prima che l’irresponsabilità del Governo crei l’ennesima catastrofe a Taranto. Ogni investimento nel siderurgico equivale a ‘gettare in un pozzo’ dei fondi preziosi che potrebbero essere investiti per la riconversione economica della città. Crediamo fortemente che la rinascita di questa città si debba basare su un mix di proposte ed esempi tangibili per la riconversione economica del territorio tarantino”.

Il M5S punta a favorire gli ambiti turistici e culturali, attraverso la valorizzazione della grande storia di Taranto, riscoprendo anche il centro storico sull’isola, “attualmente quasi abbandonata dall’incuria delle amministrazioni”. A ciò si aggiunge la promozione del mar Piccolo e delle Isole Cheradi, “gioielli naturali ricchi di biodiversità da proteggere come aree protette”, la pesca sostenibile nel golfo e la mitilicoltura dei mitili “che, proprio nel mar Piccolo, trovano l’habitat ideale per diventare prodotti unici”. Nonché la creazione di un vero polo universitario a Taranto, fondamentale per la formazione giovanile.

Il grande porto, oggi asservito all’industria, deve essere utilizzato per fini turistici e, quindi, crocieristici – continuano i 5 Stelle – mentre va potenziata l’intermodalità, soprattutto con la ferrovia, per permettere di raggiungere agevolmente l’intero arco jonico e la Valle d’Itria. Il tutto deve proseguire, di pari passo, con le bonifiche dei territori contaminati, che possono essere efficienti solo se le fonti inquinanti si fermano e che sono in grado di creare ‘occupazione utile’, generando migliaia di posti di lavoro. È necessario passare ad una ‘economia circolare’ delle materie, basata sul riciclo e recupero così da preservare l’ambiente e garantire occupazione. Le aree militari in dismissione, poi – proseguono Laricchia e i portavoce M5S – devono essere restituite gratuitamente alla città, senza divenire preda del cemento ma trovando riscontro nell’utilità pubblica. Se pensiamo che ogni miliardo di euro speso in riqualificazione energetica genera 15.000 posti di lavoro non possiamo che chiedere agli enti territoriali di deliberare un’adesione ufficiale ai programmi di progressiva riduzione dalla dipendenza da energia da fonti fossili, divenendo ‘oil free’. È necessario quanto prima emulare le riconversioni economiche di Bilbao e della regione francese del Nord Pas de Calais, con una vera e propria ‘terza rivoluzione industriale’: pianificare per il 2050 la ‘decarbonizzazione del territorio’, creando circa 165.000 posti di lavoro e puntando a start up ad azionariato diffuso tra i cittadini”.

Queste sono solo alcune proposte, ovviamente, ma sono molto più concrete di quanto ci facciano credere i nostri amministratori. Ad oggi, infatti, a mancare è proprio la volontà politica per una riconversione economica di Taranto – concludono la candidata presidente Antonella Laricchia e i portavoce M5S – Il nostro obiettivo è proprio quello di puntare ad un netto cambiamento di rotta che permetta ai giovani tarantini, sinora costretti ad abbandonare la propria terra, di rimanere e costruirsi un futuro differente in questa città. Un compito che porteremo avanti assieme a tutta la cittadinanza”.

 


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