CONSIGLIO GENERALE [San Vito dei Normanni (Br) 10 marzo 2015] Sintesi introduzione ai lavori, di Daniela Fumarola, Segretario generale

Straordinario risultato della Cisl Taranto Brindisi in occasione del recente rinnovo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie nel Pubblico Impiego. Grazie ai candidati che si sono misurati credendo nei valori della Cisl e alle Strutture dell’Organizzazione che, esercitando confederalità, hanno sostenuto l’impegno delle Federazioni del Pubblico Impiego. Ora il Governo prenda atto della partecipazione e degli obiettivi dichiarati, a cominciare dalla forte richiesta del rinnovo dei contratti pubblici.


Presidenza 1-1Fisco e pensioni: non siamo un sindacato di testimonianza ma soggetto esigente, responsabile e propositivo. Il sistema nazionale è profondamente iniquo per milioni di persone. A pagare continuano ad essere i soliti noti, cioè dipendenti e pensionati. Siamo a 7° anno di una crisi che ha falcidiato le speranze di futuro. Il 69% di lavoratori dipendenti e pensionati ha dichiarato di avere perso il proprio potere di acquisto e di essersi visti falcidiare i risparmi. Di contro sono aumentati i redditi dei grandi patrimoni e l’economia sommersa vale 167 miliardi.
Trovare le modalità per rimettere in piedi il Paese che si salva se torna a considerare centrale il lavoro. Il lavoro organizzato deve prevedere un’idea di sviluppo. Abbiamo prodotto unitariamente una proposta di sviluppo aggiuntivo per Taranto e per Brindisi. In Puglia, unitariamente, il 21 marzo prossimo parteciperemo ad una manifestazione per il rilancio dell’economia regionale. Disoccupati 15,5% a Taranto e 16,9% a Brindisi.
La proposta Cisl incorpora istanze forti di giustizia e di equità fiscale. Non possiamo ancora attendere i tempi diluiti della politica, perché gli stessi non sono compatibili con l’esigenza che, invece, abbiamo, di dare risposte appropriate ai disoccupati, ai tanti giovani alle famiglie che non possono più attendere.
Per la fiscalità locale abbiamo profuso tanto impegno come coordinamento delle politiche sociali, scontrandoci spesso con amministrazioni locali che nella migliore delle ipotesi sono poco attente ai bisogni dei cittadini, soprattutto i più deboli; in altre riscontriamo indifferenza, tant’è che, spesso, veniamo convocati per analizzare i bilanci il giorno prima della loro approvazione.
Siamo consapevoli che la sfida che stiamo proponendo, per la raccolta di un milione di firme a livello nazionale e 45 mila come Cisl Taranto Brindisi, è imponente. In gioco c’è la nostra concezione dell’autonomia della rappresentanza. Il rigore e il pragmatismo della Cisl hanno pagato storicamente. Il Governo dovrà prendere atto che non può prescindere dal ruolo soggettuale del sindacato italiano.
In gioco è il futuro del nostro Paese, la ripresa di un ciclo lungo di sviluppo stabile e sostenibile, in assenza del quale il giusto bisogno di futuro delle giovani generazioni, la coesione sociale, la frustrazione della speranza e la stessa tenuta democratica giungerebbero al punto di roUn momento dei lavorittura.

Sintesi intervento di Angelo Marinelli, operatore confederale della Cisl che illustra le proposte della Cisl su Fisco e Previdenza per u fisco più equo e giusto e 5 idee per la pensione (illustrazione slides …)

Il progetto di legge delega di iniziativa popolare vuole spingere il Governo ad adottare una riforma del sistema fiscale per far crescere il Paese, sostenendo il lavoro e i consumi:
dando più risorse a chi lavora, ai pensionati e alle aree sociali medio basse, attraverso l’introduzione di un bonus di 1.000 euro annui per tutti i contribuenti con un reddito individuale fino a 40.000 euro e un bonus di ammontare ridotto e via, via decrescente per chi ha redditi compresi fra 40.000 e 50.000 euro;
garantendo i servizi ai cittadini, senza ricorrere all’aumento della fiscalità locale;
valorizzando la lotta all’evasione fiscale a livello nazionale e locale;
realizzando una grande operazione redistributiva di ricchezza a favore delle aree sociali medio – basse per correggere la crescita esponenziale delle diseguaglianze che si è realizzata nell’ultimo quarto di secolo, tassando le grandi ricchezze finanziarie e immobiliari;
sostenendo la famiglia con un Nuovo Assegno Familiare più giusto e più corposo

Ripensare il fisco per la famiglia.
Per la Cisl è indispensabile ripensare il fisco per la famiglia nell’ottica di una maggiore equità distributiva, introducendo un nuovo strumento di intervento che superi, accorpandoli, gli attuali assegni familiari e le detrazioni per figli e coniuge a carico, attraverso un nuovo assegno (Naf: nuovo assegno familiare) che aumenti al crescere dei carichi familiari e diminuisca all’aumentare del reddito.
L’assegno verrebbe corrisposto a tutti i lavoratori dipendenti, autonomi e ai pensionati, oltre che agli “incapienti”;
L’assegno verrebbe finanziato mediante l’utilizzo delle risorse attualmente previste per il finanziamento dell’assegno familiare e delle detrazioni per carichi di famiglia e con l’estensione della contribuzione a carico di tutti i contribuenti con un prelievo pari all’aliquota CUAF in vigore

Per una fiscalità locale al servizio del cittadino.
L’attuazione del federalismo fiscale si è finora risolta in un aggravio del carico fiscale per i lavoratori, i pensionati, le imprese e i cittadini, aumentando le iniquità territoriali. Dal 2010 al 2013 le sole addizionali irpef regionali e comunali sono cresciute di oltre il 33%. L’introduzione della Tasi ha comportato il ripristino di una tassazione sulla prima casa che grava anche sugli affittuProposta su fisco di Cislari, senza l’applicazione di criteri omogenei di tutela sociale validi su tutto il territorio nazionale.
E’ indispensabile una nuova regolazione delle imposte e tasse locali che preveda un tetto complessivo di tassazione. All’aumentare della fiscalità locale il cittadino deve ottenere una corrispondente riduzione del prelievo fiscale nazionale. La futura local tax deve prevedere l’esenzione della tassazione sulla proprietà della prima casa di abitazione, cosi come avviene attualmente per l’Imu e modulare i tributi in relazione all’effettiva fruizione dei servizi (es.: TARI basata sulla produzione dei rifiuti, anziché sulla superficie dell’immobile).

Un’imposta sulla grande ricchezza netta

La Cisl vuole realizzare una grande operazione redistributiva di ricchezza a favore di chi lavora, dei pensionati e delle aree sociali medio – basse per correggere la crescita delle disuguaglianze che si è realizzata nell’ultimo quarto di secolo.
La concentrazione della ricchezza mobiliare ed immobiliare è, infatti, aumentata in modo esponenziale, in una situazione in cui, invece, il lavoro ha finito per essere tassato sempre di più.
Per questo deve essere introdotta una imposta ordinaria sulla grande ricchezza netta che cresca al crescere della ricchezza mobiliare e immobiliare complessiva, con esclusione delle prime case e dei titoli di Stato.

Ridurre l’evasione fiscale: il contrasto di interessi

La Cisl propone ormai da anni l’introduzione di meccanismi di contrasto di interessi fra venditori e compratori che possano contribuire a far emergere l’enorme capacità economica oggi sottratta all’erario, concedendo ai contribuenti deduzioni o detrazioni prioritariamente sulle spese più sensibili sul piano sociale e, a turno, sulle spese relative ai beni e ai servizi a maggiore rischio di evasione, individuando temporaneamente i settori interessati, in modo da far emergere il reale giro d’affari delle diverse categorie coinvolte, e adeguare i parametri degli studi di settore.
Lo scopo è quello di far pagare le tasse al venditore, rendendo non conveniente per il compratore l’accettazione di accordi collusivi (con la mancata ricevuta sulla vendita di beni, servizi o prestazioni professionali).

In pensione un po’ prima -per un nuovo patto fra le generazioni, per una previdenza più equa e sostenibile, per il lavoro dei giovani

L’inammissibilità del quesito referendario per la cancellazione della legge Fornero sulla previdenza non vanifica la necessità di rivedere le regole del sistema pensionistico.
Il Governo deve avviare quanto prima il confronto con le Parti sociali per trovare un nuovo equilibrio fra la sostenibilità finanziaria e la sostenibilità sociale del sistema previdenziale, riscrivendo un nuovo Patto fra le generazioni, per i giovani, per il lavoro e per una previdenza più equa e sostenibile.

La previdenza – una questione sempre aperta

Le modifiche dei requisiti di accesso al pensionamento, realizzate tra il 2004 e il 2011 (dalla legge “Maroni, fino alla legge “Fornero”) sono state segnate da una visione solo quantitativa, finalizzata alla quadratura del cerchio dei conti pubblici, al di fuori di un quadro di riforma del sistema previdenziale attento alle nuove emergenze sociali.
La “questione previdenziale” rimane aperta, con particolare riguardo ai problemi dei giovani, dei lavoratori e delle lavoratrici con carriere discontinue e retribuzioni basse, all’età di pensionamento delle donne e di chi svolge attività particolarmente faticose e pesanti. Il sistema previdenziale costruito negli ultimi 10 anni non fornisce soluzioni socialmente sostenibili al progressivo incremento dell’aspettativa di vita, che non può essere risolto con l’aumento continuo e ravvicinato dell’età pensionabile.

Cinque idee per la pensione

1. Reintrodurre la flessibilità nel sistema pensionistico
2. Pensioni più giuste ed adeguate
3. Un nuovo patto per i giovani
4. Previdenza complementare
5. Informazione sulla previdenza e sul risparmio previdenziale

Informazione sulla previdenza e sul risparmio complementare

Uno dei campi in cui il ruolo dello Stato resta indispensabile ed ineludibile è quello della diffusione dell’informazione e della cultura previdenziale.
La Cisl chiede al Governo di promuovere un’adeguata campagna di sensibilizzazione informativa e formativa, coinvolgendo le parti sociali e la Covip.
Tutti i cittadini devono essere effettivamente in grado di ricevere e accedere al proprio estratto contributivo che deve rappresentare correttamente l’intera posizione assicurativa.

Sintesi intervento di Giulio Colecchia, Segretario generale Cisl Puglia Basilicata

Grande merito ai lavoratori del Pubblico Impiego per la grandissima partecipazione registrata, in occasione del recente rinnovo delle Rsu e per la larghissima adesione data alle Liste della Cisl.
Interpretare il nuovo vuol dire cambiare non solo strutturalmente ma anche culturalmente. La piattaforma unitaria regionale di proposta sui temi della crescita dello sviluppo economico e delle politiche sociali che abbiamo varato in Puglia, è una novità perché rilancia concretamente la questione di un Mezzogiorno non più lamentoso, fa il punto sulle questioni di politica industriale, ripropone la qualità dei servizi sociali e sanitari, pone questioni forti alla politica. Viviamo nel nostro Paese e in Puglia uno psicodramma, assistiamo ad una partita giocata solo dalla politica e ciò pone problemi di conferma della democrazia. Non vediamo attenzione alle politiche del lavoro e del welfare da parte dei politici.
Cgil Cisl Uil intendono dire da subito ai prossimi candidati ed eletti qual è il progetto del sindacato che nessuno di loro potrà ignorare. Se oggi la Puglia non ha un’anima nella gestione delle politiche industriali o sociali, è perché non è stato dato modo al sindacato di far passare le posizioni dallo stesso elaborate.
Noi oggi dobbiamo parlare alla politica, non farci schiacciare ma dire come si fa sviluppo e welfare, cioè come concepire un nuovo modello di società. Non manifestiamo contro, a differenza di ciò che preferirebbe fare la Cgil.
Se non mettiamo noi insieme le proposte, le fabbriche continueranno a chiudere, i lavoratori e i pensionati non avranno speranza di qualità di vita. La manifestazione di sabato 21 marzo prossimo deve essere assolutamente partecipata. Sarà una giornata molto importante che sarà conclusa dal nostro Segretario confederale Giuseppe Farina.

Sintesi intervento conclusivo di Maurizio Petriccioli, Segretario confederale Cisl

Siamo orgogliosi di essere Organizzazione responsabile. Siamo in un momento storico che ci chiama alla responsabilità che, però, sarà possibile solo rimettendo al centro il lavoro ed un nuovo sistema pensionistico. E Fisco e Previdenza producono lavoro in un Paese come il nostro in profonda sofferenza. La globalizzazione avrebbe dovuto garantire il lavoro e le persone ma la politica ha perso la sfida. Vogliamo difendere un lavoro di qualità, che produce sviluppo e assicura diritti.
Questa è la differenza tra noi e una certa moda di altre organizzazioni. La Cisl poteva andare in discesa scegliendo lo sciopero, andando in piazza ma abbiamo deciso di mettere in campo una proposta che ci fa andare in salita. Una proposta di cui non conosciamo vie di fuga né abbiamo assi nella manica, consapevoli che dal Governo oggi le parti sociali sono considerate un ostacolo. La visione di Renzi è, infatti, far rimanere il sindacato al di là dei cancelli, chiuso in fabbrica. Figurarsi se ha voglia di parlare con noi di Fisco e Previdenza.
Nell’ipocrisia di questo Paese si stanno svendendo i gioielli di famiglia: Enel e non solo… Ma questi soldi che fine faranno? Forse che l’equilibrio dei libri contabili ha più valore delle persone e, pertanto, si vuole stabilizzare il rapporto Pil – debito pubblico (duemila miliardi), come sembra avverrà, stando ad un accordo intervenuto sette anni fa?
Ma a livello europeo, il debito pubblico è passato dal 65% al 95%, proprio a causa di regole già superate dalla disoccupazione, dalla deflazione ecc. Correggere quelle regole significherà per il nostro Paese tornare a crescere, creare finalmente lavoro; ma l’Europa non può essere come un notaio che sta lì a regolare i conti anziché armonizzare le politiche fiscali, anche per evitare che le imprese si spostino là dove si pagano meno tasse.
In un contesto di difficoltà, in cui il Governo non guarda al sindacato, il Palamento è in paranoia, la politica è frantumata. E la Cisl con chi deve costruire le alleanze? Siamo soli come Cisl? Si ma non abbiamo paura della solitudine, perché vogliamo confrontarci sul merito delle questioni.
Se siamo un sindacato comunitario e quindi territoriale, abbiamo una necessità: riaccreditarci nel territorio sulla vertenzialità, parlando a persone che non sono solo i nostri iscritti. Se non saremo capaci di far vedere quali accordi avremo fatto creando alleanze a partire dai cittadini, vorrà dire che non saremo capaci di coltivare i tanti frutti che sono in quel campo…
Siamo preoccupati dalle proposte di Boeri (Presidente dell’Inps) quando dice che vanno riviste le pensioni in essere, ricalcolandole con il metodo contributivo, fissando un’aliquota e una base imponibile a due mila euro lordi, dunque 1.100 euro netti, sulle differenze che saranno incassate dall’Inps: ma questo sarebbe un vero esproprio.
Boeri farebbe una operazione di penalizzazione dei pensionati privati e non di quelli del settore pubblico per i quali non sarebbe possibile ricostruire le carriere in quanto i contributi non sono stati informatizzati. E allora, perché, invece, non ipotizzare un tetto sulle pensioni, così come è stato messo un tetto alle retribuzioni dei grandi manager pubblici?
Perché firmare la proposta di legge della Cisl? Vogliamo dare mille euro di bonus fiscale, a tutti coloro i quali non superano 40 mila euro lordi annui compresi gli incapienti.
Per quelli che andranno in pensione da qui a 15 anni vogliamo portare a casa la flessibilità in uscita, sapendo che ci dovremo confrontare con una questione che tenga insieme la sostenibilità della spesa previdenziale con l’adeguatezza delle pensioni.
Vogliamo reintrodurre questi argomenti nel dibattito pubblico e ottenere un tavolo di confronto che possa farci uscire dagli annunci del Governo per realizzare una proposta concreta nell’interesse di milioni di persone. Vanno sbloccate le perequazioni al fine di permettere un maggiore collegamento tra il costo della vita e il valore della pensione..
Se quando progetti la no tax area differenzi il reddito dal lavoro dipendente da quello pensionistico, perché non ragionare così sempre e tassare in misura minore i redditi da pensione, come accade in altri Paesi europei ?
La Cisl ha dovuto fare i conti con un clima di terrore creato ad arte a livello nazionale ed europeo; oggi vogliamo uscire da quella trappola e rivendicare il cambiamento della normativa previdenziale in essere.
Per portare avanti una raccolta di firme sul Fisco, per cambiare la previdenza, per rilanciare lo sviluppo del Paese creando un dialogo tra capitale e lavoro, puntando ad un maggiore ruolo dei lavoratori nella gestione delle imprese, per rifondare il lavoro pubblico ripartendo dai bisogni delle persone – sanità, istruzione … – rimettendo al centro il valore etico, abbiamo bisogno di rafforzare la confederalità e creare alleanze con i cittadini e le cittadine.