Xylella, il senatore Stefàno illustra le norme per sostenere il settore, rispondendo al consigliere PD Regione Puglia Sergio Blasi

Caro Sergio,

l’amore che nutro per la nostra terra ed il mondo agricolo non possono che farmi apprezzare lo spirito del tuo appello e raccoglierne l’invito.
Ciascuno deve offrire il proprio contributo, come giustamente sostieni, a partire proprio dalla politica perché l’emergenza Xylella rischia di incidere in maniera indelebile sulle nostre comunità, distruggendo la storia e la cultura di un territorio bellissimo, cancellandone il paesaggio unico insieme alle speranze di reddito e di futuro dei tanti olivicoltori.


Per questo, alle tue raccomandazioni vorrei aggiungere delle osservazioni, condividendo con te e con tutti i pugliesi alcune riflessioni sui possibili interventi.
Ma ancor prima vorrei fosse chiaro un principio: la politica deve intervenire, senza alcuna esitazione, creando le condizioni per mettere in pratica ciò che la scienza, e solo essa, ha la capacità e il dovere di indicare come soluzioni e rimedi.

Un primo dato su cui riflettere è la assoluta incapacità del sistema di protezione europeo dalle fitopatie provenienti da tutte le parti del mondo. Siamo infatti vittime di una regolamentazione comunitaria che non ci ha saputo proteggere dall’introduzione di un batterio da quarantena tra i più pericolosi della lista EFSA. Così come non ha saputo farlo in tante circostanze analoghe, per fitopatie che hanno colpito le palme, i castagni, gli agrumi, i kiwi.

Questa Europa di burocrati non si dimostra capace di analizzare le proprie debolezze ma, al contrario, tende sempre a trasformare le proprie responsabilità in obblighi per i Paesi membri e i territori.

Oggi, oltre a veder distrutte le colture e ridotto drasticamente il reddito degli olivicoltori, siamo chiamati a sostenere i costi di un’attività di contenimento del batterio pesantissima, non solo dal punto di vista economico.

Il secondo aspetto riguarda l’atteggiamento degli altri Paesi, nostri partener europei.

È evidente, infatti, che per ragioni non solo fitosanitarie ci sono Paesi concorrenti all’Italia che minacciano blocchi anche all’importazione di piante non interessate dall’infezione batterica, come la vite, che arrecherebbero danni ingenti a interi settori economici, come il vivaismo.

La terza riflessione riguarda la concreta possibilità di risarcimento agli agricoltori e ai vivaisti così gravemente colpiti dalla calamità.
A causa delle dimensioni dell’area colpita e della necessità di azioni di contenimento della malattia, l’entità del danno economico si profila insostenibile se pensiamo all’impatto sul bilancio regionale o su quello nazionale, che pure dovranno fare la loro parte.

L’UE dovrebbe intervenire così come ha dimostrato di fare in occasione di altre emergenze: ricordo il caso della aviaria, o la vicenda legata all’infezione da escherichiacoli per l’ortofrutta o ancora il recente embargo russo. E non occorre osservare che non vi è attualmente una base giuridica che consenta di intervenire. Ecco perché credo sia dovere della politica individuare soluzioni utili a fronteggiare questa grave calamità e introdurre strumenti normativi adeguati.

Già da tempo, senza però ricevere adeguato sostegno politico, mi sono fatto promotore della richiesta di introduzione di tre norme che potessero almeno alleviare le sofferenze del settore: una per estendere i benefici previsti per le calamità naturali alle fitopatie, la seconda per svincolare dal patto di stabilità le risorse impegnate dai Comuni e dalla Regione per le attività di contenimento della malattia e la terza per ottenere l’esenzione dell’Imu agricola per i terreni olivetati in area infetta. Proposte emendative che, però, si sono infrante sui maxi emendamenti del Governo oppure hanno ricevuto una censura della V Commissione giustificata dalla non pertinenza delle materie.

Alla luce dei fatti, per risolvere i problemi, occorrono maggiori sforzi dal Governo e dai partiti che lo sostengono e maggiore partecipazione e incisività dell’Italia nelle sedi parlamentari europee che ancora si dimostrano distratte su temi così importanti.

Lascio queste riflessioni al giudizio dei pugliesi e soprattutto al tuo, con la speranza che potrai aiutarmi a condividerle con gli amici e i rappresentanti istituzionali al Governo nazionale e nelle sedi europee del tuo partito politico.

Dario Stefàno