BRINDISI, Comunicato Antonio Licchello Segretario Uil

Dopo le elezioni delle RSU svoltesi dal 3 al 5 marzo scorso sento il dovere di esprimere il mio ringraziamento a quanti hanno votato per i candidati della categorie della UIL. Un grande risultato raggiunto, una risposta adeguata ai detrattori del Sindacato.


Nell’ultimo periodo, da parte del governo, abbiamo subito attacchi a non finire: dall’abolizione dell’articolo 18, al riordino dei diritti contrattuali, alla riduzione degli aiuti economici ai cittadini meno abbienti, alla drastica diminuzione delle risorse destinate ai Patronati e CAF.
La UIL continuerà a seguire con grande attenzione l’attività politica del parlamento, dei senatori e deputati, dei consiglieri regionali, degli amministratori locali.
Da tempo si dibatte molto sulla “credibilità” e sulla capacità della classe politica italiana, a tutti i livelli, di assolvere degnamente al compito loro affidato. Opinionisti e sondaggisti a capo di istituti specializzati analizzano, controllano e danno pareri sulla loro attività istituzionale ed amministrativa.
Il quadro che viene fuori è molto chiaro. L’affidabilità dei partiti e dei rappresentanti eletti, nel suo complesso, si mantiene costantemente bassa.
La dimostrazione più evidente di questo fenomeno si riscontra nel graduale abbassamento della percentuale dei votanti (avvicinatasi alla preoccupante soglia del 50% nell’ultima tornata elettorale europea) in occasione di votazione politiche e, un poco meno ma non di molto, di quelle amministrative. La tendenza è comunque chiara.
Anche per il Sindacato i sondaggi segnalavano una situazione di difficoltà.
Ricordiamo che il primo comma dell’articolo 39 della Costituzione Italiana dice che “l’Organizzazione sindacale è libera”.
Attualmente il ruolo storico di rappresentante dei diritti dei lavoratori è contrastato e messo in discussione dalla politica, mentre si critica e si cerca di ridimensionare la sua funzione sociale. Il governo in carica non è tenero con “i sindacalisti”. Lo dimostrano gli ultimi provvedimenti legislativi in cui rileviamo un accanito impegno nell’opera di smantellamento della sua natura di soggetto sociale delegato a rappresentare e difendere gli interessi dei lavoratori, liberamente iscritti alle Organizzazioni sindacali.
Un solo esempio per dimostrare che la situazione, nella realtà, è ben diversa.
Nelle elezioni per i rappresentanti sindacali unitari avvenuta dal 3 al 5 marzo 2015 hanno votato l’88.3% dei lavoratori (media nazionale-dati ARAN), l’87% in Puglia (85% nel 2012). La UIL conferma la sua crescita, aumentando dovunque la presenza dei suoi candidati eletti e quella degli iscritti.
Basta questo dato per evidenziare l’interesse che hanno i lavoratori a scegliere chi li deve rappresentare! Questa è la differenza, malgrado i detrattori interessati, di attenzione, di credibilità che i “sindacalisti” continuano a mantenere nel mondo del lavoro!
Questi risultati ci danno la spinta per continuare il nostro impegno quotidiano nei posti di lavoro per difendere i lavoratori, la loro salute, i loro diritti. Un ruolo fondamentale che svolgiamo ogni giorno. Non abbiamo timore del vento che soffia contrario, siamo abituati ad affrontare le tempeste. Le novità legislative non ci spaventano. La UIL ha dimostrato di saperle affrontare, senza posizioni pregiudiziali di partenza, ideologie, dottrine e fedi da difendere. Il risultato delle elezioni lo conferma
E così, mentre i politici sono impegnati a ripulire le tasche dei cittadini, continuano a mantenere i loro privilegi e stipendi esageratamente alti, alla faccia di tutti quelli che faticano e non sono nelle condizioni di portare un tozzo di pane a casa. Basta verificare quanta gente, giornalmente, si reca alla Caritas brindisina, non solo immigrati.
Il risultato di questa politica è l’aumento della disoccupazione, della povertà e del disagio dell’intera collettività. Non a caso a Brindisi chiudono le imprese, mancano progetti chiari di sviluppo, ritardano gli investimenti previsti da tempo per le bonifiche, nonostante le risorse siano state già aggiudicate. Continuano le diatribe sull’affidamento degli appalti pubblici e privati, è venuto meno il ruolo delle grandi committenti locali.
Siamo alle mercé della politica di giornata, senza una programmazione ben definita, senza progetti in grado di sostituire attività già chiuse o da chiudere, lasciando allo sbando coloro che perdono il posto di lavoro, ingrossando le file dei disoccupati.
Insomma alla situazione nazionale si aggiungono i problemi che avvengono nel territorio brindisino dove c’è chi continua a togliere da una parte ed a mortificarci dall’altra.


Gen.le Lettore.

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