Cobas Brindisi, XYLELLA-DISSECCAMENTO ULIVI

Il disseccamento, iniziato nel 2010-11  a sud di Gallipoli, si è esteso fino al 2013 ,nella totale assenza di monitoraggio, indagine, intervento, discussione pubblica, coinvolgendo circa 8000 ettari.

Nel 2013 l’allarme produce l’intervento del CNR e dell’univ. di Bari, che  individuano  la causa  nel batterio Xylella multiplex, da quarantena per l’UE, assente in Europa.

Sugli ulivi in disseccamento si osservano anche rodilegno e funghi: quindi CODIRO, complesso di tre patogeni. Il prof. Martelli, virologo e teorizzatore della Xyl. comunque esclude che essa sia da sola il Killer degli ulivi, per esperienze californiane.

Delibere regionali di contrasto ma  inattuate; la commissione UE coinvolge le due agenzie Sanco ed EFSA;   nessun intervento ad oggi.

Esposti  in procura sia  per omissioni della Regione che per l’eventuale rapporto tra epidemia e batterio introdotto dagli USA a Bari nel 2010 presso lo IAMS.

L’UE  luglio 2014 impone drastici interventi chimici edi espianto di massa, recepiti in parte dal decreto governativo e dalla determina regionale. Nessun intervento sul territorio per mesi.Viene chiesto e ottenuto  un commissario per l’emergenza, con poteri di deroga, per realizzare quanto previsto.

Con il diffondersi del contagio,  tutto il Salento leccese è dichiarato zona infetta, da isolare con tre fasce dall’Adriatico allo Ionio, della larghezza di circa 20 km, dove intervenire drasticamente nel caso di nuovi focolai. Si scopre fuori da essa quello di Oria  (ma si parla anche di altri) da isolare con un  cordone sanitario largo 2 km,  dove espiantare tutti gli alberi infetti e spargere insetticidi.

Oltre l’ulivo sembra che il contagio coinvolga decine di altre specie, in modo sintomatico o meno.

I dati ufficiali sono solo quelli Sanco: al 31 dic. 2013 21 ulivi poaitivi a xyl, su 1757, test e nessun altra pianta di altri 1700 test; a nov 2014 248 pos. Su 8500 test; secondo il ricercatore CNR Boscia, ora 580 su circa 20.000. Dati forniti da Bari, accettati come validi, ma senza certificazione documentata, né alcuna trasparenza sulla gestione del fenomeno.

EFSA a gen 2015 relaziona :  la situazione ormai diffusa rende inutili, oltre che devastanti per ambiente e salute,  gli insetticidi, a meno di irrorarli su tutto il Salento (che esclude); idem l’espianto degli ulivi, se non accompagnato da quello delle altre piante a rischio contagio o asintomatiche, cioè deserto, che esclude.

L’allarmismo di 1 milione di ulivi infetti, tutti da estirpare (?) della chimicizzazione spinta producono un danno incalcolabile per il Salento. Nuovo esposto e indegini del PM.

C’è la probabilità che gli ulivi dissecchino soprattutto per funghi (Sanco) mentre si va alla caccia di Xylella, di cui non è stato ancora accertato se da sola fa seccare  gli alberi.

Invitiamo tutti , Contadini  e  cittadini ,  a partecipare ad un primo momento di riflessione     necessario per capire quale iniziative intraprendere successivamente


Gen.le Lettore.

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