De Biasi: “Anche l’Ance boccia il governo Vendola, fanalino di coda nelle opere pubbliche”

“Non è certamente un buon finale di legislatura per il governo Vendola e il centrosinistra pugliese, perché dietro la copertina patinata del Bif&st si nascondono insuccessi che purtroppo si ripercuotono sulla pelle dei cittadini”.

E’ quanto sostiene il consigliere regionale Francesco De Biasi, nel commentare il grido d’allarme dell’Ance, l’associazione dei costruttori edili, dopo aver reso noto il nono rapporto sulla Legge Obiettivo del 2001, secondo il quale la Puglia è in coda alle regioni italiane sulle grandi opere deliberate dal Cipe, con una investimento di soli 227 milioni sui 1.553 previsti. Ovvero, un risicato 14,62% di realizzazione.

“Se è vero che i sono i numeri a sintetizzare un giudizio – dice De Biasi – è evidente che dopo dieci anni di centrosinistra e di governo Vendola dobbiamo parlare di una sonora bocciatura. Anche perché la nostra regione risulta in zona retrocessione perfino nella classifica della spesa pro capite con un dato, per persona, di soli 380 euro a fronte di una media nazionale pari a 2.453. E del resto, il fatto che l’Ance chieda a chiare lettere una velocizzazione delle scelte e degli iter burocratici, la dice lunga su quelli che sono stati i problemi in questi anni”.

Tra l’altro, questi numeri giungono alla fine di un paio di settimane particolarmente negative per il governo regionale: “Non possiamo dimenticare che attualmente risultano a rischio 523 milioni di euro di provenienza Ue – ricorda De Biasi – sospesi dalla Commissione ‘per ragioni di funzionamento inadeguato dei sistemi di controllo e gestione’. E poi c’è la vicenda della Tap, per la quale la Regione ha subito l’ennesima bocciatura dal Tar Lazio, che ha ritenuto inapplicabile la direttiva Seveso. Ma questo non sorprende e paradossalmente dà una mano a una giunta che da tempo su questa vicenda prende tempo e che ha deciso di non decidere per non assumersi la responsabilità di pronunciare un sì che è nei fatti. Ma non siamo meravigliati: si tratta della ‘exit strategy’ del governo Vendola su questo tema, finalizzata a raccattare qualche voto in più e a sbolognare la patata bollente alla prossima maggioranza…”.


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