BRINDISI, Scelta Civica per l’Italia su esiti vertice di maggioranza avente ad oggetto il redigendo piano partecipate.

Nel pomeriggio di ieri si è tenuto una vertice di maggioranza presso Palazzo Nervegna durante il quale l’Amministrazione ha presentato una bozza del piano operativo di razionalizzazione delle società e delle partecipazioni societarie direttamente o indirettamente possedute, come stabilito dai commi 611 e ss. dell’art.1, Legge 190/2014.

Durante la riunione, la struttura tecnica ha esposto quali scelte l’Amministrazione aveva individuato, prevedendo il mantenimento delle quote nell’ASI, Fondazione Nuovo teatro Verdi e Consorzio Teatro Pubblico Pugliese, in quanto non rientranti nell’ambito di applicazione della norma di cui sopra, e la dismissione delle partecipazioni detenute rispettivamente nel Pacchetto Localizzativo, società già in liquidazione e partecipata al 16.56% con onere comunale per il 2013 pari a zero, in Aeroporti di Puglia, partecipata allo 0.01% con onere comunale per il 2013 pari a zero, ed in Bocche di Puglia, partecipata allo 20,22% con onere comunale per il 2013 pari a zero, nonché annullare il contributo comunale straordinario erogato al Consorzio di Torre Guaceto, mantenendo immutata la partecipazione nello stesso. Per le restanti società partecipate è stata prospettata la possibilità di mantenimento delle quote di partecipazione e/o di controllo, prevedendo la possibilità di fondere Energeko e Brindisi Multiservizi, detenere società Servizi Farmaceutici, mentre per la STP venivano prospettate come percorribili sia la detenzione che la dismissione delle quote detenute.

Quanto prospettato succintamente lascia però intendere come tale piano, nella realtà dei fatti, non centri l’ambizioso obiettivo di contenimento della spesa pubblica attraverso un drastico tagli delle partecipazioni societarie detenute dalle pubbliche amministrazione. Se, infatti, si osserva sia la dimensione delle partecipazioni da dismettere che gli impegni di bilancio effettivamente risparmiati secondo il piano presentato, si comprende come il risparmio effettivo dell’Ente sarebbe quasi trascurabile.

Ed è proprio da qui che trae origine la proposta formulata da Scelta Civica ed illustrata durante il vertice, la quale ha suggerito di spingere sulla strada delle dismissioni, preservando sia la qualità dei servizi essenziali che i livelli occupazionali della nostra comunità. Partendo dalle dismissioni suggerite dalla struttura tecnica ed integralmente confermate, è stata prospettata la possibilità di dismettere anche la società Servizi Farmaceutici, visto che tale servizio appartiene a pieno titolo alle dinamiche del mercato concorreziale e non rientra tra le funzioni essenziali dell’Ente, come stabilito tra l’altro dal Piano Cottarelli. Nel percorso alternativo prospettato, inoltre, la Brindisi Multiservizi diverrebbe il volano dei servizi pubblici offerti dall’Ente alla comunità brindisina, visto anche il corposo oggetto sociale di cui è dotata, rimasto per anni inchiostro su carta, con la Energeko fusa al suo interno, dotando la nuova società di una struttura organizzativa di tipo divisionale in grado di tutelare la necessaria autonomia delle varie linee di business in cui opererebbe il nuovo soggetto giuridico e prevedendo come organo amministrativo la figura di un Amministratore Unico. Inoltre, per quanto riguarda la STP si è prospettato il mantenimento del pacchetto azionario detenuto dal Comune, visto che il servizio TPL rientra a pieno titolo tra le finalità dell’Ente, come stabilito all’art. 7 ed art 9 dello Statuto del Comune di Brindisi oltre che dal piano Cottarelli, in attesa della effettiva soppressione della Provincia, attualmente socio con 2/3 del pacchetto azionario, e la ripartizione delle competenze tra Regioni, Aree Vaste e Comuni, unico momento in cui sarà possibile definire compiutamente quale strategia l’Ente dovrà mettere in campo per preservare i livelli di efficienza e di qualità del servizio TPL, suggerendo altresì che il Comune si faccia carico di promuovere la trasformazione dell’organo amministrativo della società, da Consiglio di Amministrazione ad Amministratore Unico, concertando tale decisione con la Provincia, socia di maggioranza, vista anche l’attuale affinità politica esistente tra i due Enti.

Seguendo questa seconda strada, il piano di dismissioni consentirebbe notevoli risparmi economici per l’Ente, riducendo considerevolmente l’esposizione finanziaria dello stesso nel futuro e combattendo l’odioso fenomeno del poltronificio che continua a minare la credibilità della politica agli occhi della cittadinanza.


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