BRINDISI.CONFINDUSTRIA, LE PERPLESSITÀ DI UNA SCELTA.

La notizia della elezione del nuovo presidente di Confindustria Brindisi crea a mio avviso qualche perplessità sul piano, non certo personale, ma su quello dell’orientamento della scelta. Confindustria rappresenta un patrimonio di valori condivisi e di esperienze a disposizione del territorio e di tutti gli imprenditori. Il suo ruolo è fortemente strategico rispetto alle grandi scelte legate allo sviluppo.

Dunque, i destini di Brindisi non possono prescindere da un settore così impattante come quello industriale, non possono di conseguenza prescindere dal ruolo di Confindustria. Detto questo, mi fa davvero specie che la scelta del nuovo massimo vertice dell’associazione fosse ristretta a due figure che non fossero legate del tutto al territorio di Brindisi, vuoi per formazione, vuoi per centro d’interesse ed attività. Possibile che il tessuto imprenditoriale della città e del suo comprensorio non siano capaci di esprimere una figura all’altezza di questo mandato? Bisogna necessariamente pensare che il ricorso a una gestione eterodiretta sia l’unica possibilità a disposizione o, peggio ancora, sintomo della debolezza rappresentativa del territorio. Non discuto la formazione e le capacità manageriali del dott. Patrick Marcucci, come non discuto la qualità del suo piano di governance dell’organismo per i prossimi quattro anni, sollevo semplicemente la preoccupazione che questo sia l’ennesimo segnale di passività di un territorio davanti a una scelta così importante e delicata. Brindisi, sappiamo, ha bisogno di guardare lontano, attraverso decisioni determinanti in termini di infrastrutture, servizi, ambiente, destinazioni urbanistiche e altro ancora. Decisioni che riguardano il futuro delle imprese e sulle quali le imprese stesse, attraverso l’Associazione, possono incidere per favorire le condizioni di sviluppo. Brindisi, a mio modesto parere, ha bisogno di una classe imprenditoriale coraggiosa, forte al punto di autodeterminarsi e indirizzare scelte di grande responsabilità. Mi auguro che questa scelta non sia il sintomo della mancanza di una visione coesa, unitaria e decisa lungo un percorso che non tarderà a incontrare sfide e salite. Auguro al neopresidente buon lavoro nell’auspicio che la sua esperienza, nel campo dell’innovazione tecnologica, dell’ICT e dell’internazionalizzazione, possa rappresentare per il nostro territorio un’opportunità e un valore assoluto.


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