BRINDISI.Miles Gloriosus Morire di uranio impoverito al Teatro Kopó

Il Teatro Kopó presenta in prima assoluta a Brindisi Miles Gloriosus (morire di uranio impoverito) di Antonello Taurino, con Antonello Taurino e Orazio Attanasio, musiche di scena di Orazio Attanasio, costumi di Michela Battista, Produzione Fondo Verri, in scena sabato 12 gennaio alle 21 e domenica 13 alle ore 17. Spettacolo vincitore del premio migliore regia al Festival nazionale Calandra 2011 ed inoltre testo finalista al Premio nazionale divulgazione scientifica 2013.

“Un testo ottimo e interessante, ben scritto, e che sorprende per l’intima coerenza interna. La prova matura d’un drammaturgo: Taurino ha reso comprensibile, godibile e ironico ciò che fa comodo che resti complicato. Uno spettacolo importante, da vedere!” – queste le parole di elogio espresse da una gigante della drammaturgia italiana come Franca Rame. La pièce infatti affronta una tra le pagine meno conosciute della storia recente di Italia: gli effetti deleteri dell’uranio impoverito sulla salute dei soldati coinvolti nelle cosiddette missioni di pace degli anni Novanta. Un lungo e dettagliato lavoro di ricerca basato su libri, sentenze, interviste ai militari e ai loro parenti, documenti di Commissioni Parlamentari, decreti legge, prese di posizione delle associazioni delle vittime, consente di raccontare un’intricata storia di misteri e tribunali, di malati, di morti e di colpe. Due sono gli elementi inscindibilmente collegati in questo spettacolo per certi aspetti urticante: il dramma della cronaca e l’ironia più feroce. Come due sono le storie parallele che s’intrecciano: quella drammatica dei soldati vittime dell’uranio impoverito e quella farsesca ed esilarante di due teatranti sciamannati, Mimmo e Pasquale, che, in un clima quasi clownesco, cercano idee per il loro nuovo spettacolo di “teatro impegnato, civile!”. Al motto “le tragedie italiane a teatro se l’è già fregate tutte Marco Paolini, se c’è libera questa qui dell’uranio bisogna approfittarne!”, i due diventano narratori involontari di eventi importanti come le conseguenze della guerra. La loro storia offre dunque una cornice ironica e divertente, che consente al pubblico di conoscere aspetti sconcertanti della vita politica italiana. Attore e drammaturgo il primo, musicista il secondo, i protagonisti vanno avanti nel loro progetto preferendolo ad altre opportunità di lavoro: una ben pagata produzione per uno, tanta redditizia musica da matrimoni per l’altro. Continuano a lavorare sull’oscura vicenda dei militari ammalati per esposizione ad uranio impoverito nonostante una serie di minacce – documentate e citate nello spettacolo  – subite da chi se n’è interessato.


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