Ritardi nel rilascio delle autorizzazioni per commercializzare le barbatelle. M5S: “Vivaisti disperati. Cosa intende fare la Regione?”

“Mentre Emiliano e Di Gioia sono impegnati con il loro teatrino, la situazione del comparto agricolo continua a peggiorare a causa delle disattenzioni e dell’approssimazione della Regione”.

Lo dichiarano i consiglieri del M5S Rosa Barone, Cristian Casili e Grazia Di Bari che hanno presentato un’interrogazione indirizzata all’assessorato all’agricoltura per conoscere le ragioni dei ritardi nel rilascio delle autorizzazioni alla commercializzazione delle barbatelle e quali azioni la Regione intenda attivare per accelerare le procedure per il rilascio di queste autorizzazioni.

“I vivaisti pugliesi – spiegano i pentastellati – non solo devono affrontare il dramma della xylella, ma ora sono da soli a dover far fronte anche al problema delle barbatelle invendute. Il 30 novembre scorso era attesa l’autorizzazione per la commercializzazione delle barbatelle che non solo non è arrivata, sebbene sollecitata da più parti, ma è oggetto di un continuo rimpallo di responsabilità tra gli uffici. Le barbatelle di ottima qualità sono pronte ma non vendibili, e al danno si aggiunge la beffa, per colpa di chi se ne lava le mani. I numerosi adempimenti posti in capo ai vivaisti pugliesi hanno prodotto un gap in termini di competitività con altre regioni, favorendo in alcuni casi i vivaisti operanti in altre regioni che hanno potuto commercializzare le proprie produzioni in Puglia a discapito del mercato e delle produzioni locali”.

A partire dal 2015, a causa della xylella, le aziende vivaistiche hanno sostenuto ingenti costi per acquisire le attrezzature per termotrattare le produzioni. Soluzione adottata in emergenza e che è risultata molto costosa, tanto da mandare fuori mercato il comparto delle barbatelle idruntine.

“Spese – continuano i cinquestelle – per cui i vivaisti non stanno trovando ristoro attraverso la vendita delle barbatelle a causa del mancato rilascio delle autorizzazioni. In questo modo si rischia di favorire l’importazione di prodotti agroalimentari e florovivaistici provenienti da paesi a rischio. Per questo chiediamo che il Servizio fitosanitario regionale si coordini con le altre strutture in modo da sbloccare le procedure per il rilascio delle autorizzazioni. I vivaisti non possono più aspettare”.


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