Contrasto alla criminalità rurale: 13 gli arresti e 22 le denunce a piede libero operate dai Carabinieri del Comando Provinciale di Brindisi nell’anno 2018.

Sono stati superati i risultati conseguiti nel 2017 e l’anno precedente. Diminuiti nel complesso i reati consumati nelle campagne.

Da qualche tempo i riflettori degli organi istituzionali e delle associazioni di categoria sono puntati  sulle manifestazioni criminali che colpiscono il mondo agricolo, fenomeni sia di portata macrocriminale, sia di criminalità comune. Al pari delle attività di monitoraggio sulle attività economiche in altri settori, anche per l’agricoltura nel 2014 è stato creato l’Osservatorio  Nazionale sulla “criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare” con un comitato scientifico presieduto dall’ex procuratore della Repubblica  Giancarlo Caselli, del quale fanno parte magistrati, docenti universitari, esperti del settore e rappresentanti dell’associazionismo agricolo. Tutto ciò sta a significare  la grande attenzione che viene riservata  al comparto agricolo. Il fenomeno della microcriminalità nelle aree rurali in generale, e pugliesi in particolare, merita grande attenzione. Al pari dei reati predatori di microcriminalità quali i furti di prodotti agricoli, quali  olive, mandorle, uva da tavola, legna, vi sono altre dinamiche criminali di maggiore spessore che attingono il mondo rurale, e che penalizzano in maniera marcata il comparto. Ci si  riferisce al furto di mezzi agricoli e alla finalità estorsiva di tale reato orientata al cosiddetto “cavallo di ritorno”, restituzione del mezzo dietro corrispettivo in denaro; o all’immissione nel commercio parallelo, una sorta di mercato nero dei mezzi agricoli, che nella considerazione del loro impiego in ambito rurale sfuggono al controllo istituzionale delle pattuglie in quanto i mezzi sono impiegati in territori serviti da assi viari scarsamente battuti. La criminale attività presuppone un’organizzazione più complessa di natura macrocriminale dotata di articolazione e autocarri  capaci di trasportare i mezzi rubati in località sicure. é  ancora l’ambito macrocriminale che opera danneggiamenti e tagli in larga scala: su ceppi di viti di qualità pregiate, ovvero alberi secolari di ulivo che vengono recisi non per finalità contingenti, ovvero ricavare la legna o qualche quintale di olive, bensì, per imporre attività di guardiania o un determinato contoterzista per effettuare i lavori agricoli, o per obbligare il coltivatore a conferire il prodotto ad una certa azienda  ad un prezzo ovviamente imposto; dinamiche criminali  vecchie e nuove che si susseguono ciclicamente. Ecco perché è di fondamentale importanza vincere la paura e denunciare tale  tipologia di reati. Necessaria è l’opera di sensibilizzazione costante rivolta agli agricoltori, per due ragioni: la prima per avere l’esatta cognizione dei fenomeni, delle produzioni maggiormente “appetibili”, nonché la localizzazione delle aree di produzione; la seconda serve per orientare l’attività preventiva e repressiva dei  reparti avendo chiara la mappatura dei fenomeni. Denunciare quindi, anche in forma anonima, attività che può fare ogni cittadino che ha cognizione diretta di un reato, cognizione avuta anche in maniera occasionale allorquando si notano  individui in orari “particolari” fare razzia di prodotti agricoli. Tali reati non sono a consumazione istantanea: infatti necessitano – affinché si compiano- di un certo lasso temporale, quindi si ha un margine sufficiente per effettuare una segnalazione e i Carabinieri il tempo per un  efficace e tempestivo intervento.

In ordine alla specifica attività di contrasto in ambito provinciale nel corrente anno il trend operativo, che si ricava dall’analisi in chiave comparativa con i due anni precedenti, ha dato positivi risultati grazie anche all’aumento della mirata proiezione dei servizi sul territorio. In sintesi, l’attività di contrasto ai reati predatori  di mezzi e produzioni  agricole ha registrato:

  • nell’anno 2016, il deferimento  in stato di libertà 12 soggetti;
  • nell’anno 2017,  il deferimento in stato di libertà 12 soggetti;
  • nell’anno 2018,  sono 22 le persone deferite in stato di libertà.

Per quanto concerne i soggetti arrestati per gli stessi reati:

  • nel 2016, sono stati 6;
  • nel 2017, sono stati 5;
  • nel 2018, sono stati 13.


Gen.le Lettore.

Dall'inizio della emergenza Sanitaria derivata dalla epidemia Covid-19 i giornalisti di brindisilibera.it lavorano senza sosta per dare una informazione precisa e affidabile, ma in questo momento siamo in difficoltà anche noi. Brindisilibera.it è una testata stampa online appartenente alla Associazione Culturale Flashback e si è sempre sostenuta con i grossi sacrifici personali da Giornalisti Freeland, non percedendo provvidenze, contributi, agevolazioni qualsiasi pubbliche o sponsorizzazioni lasciando libera la informazione da qualsiasi influenza commerciale.Ma in questo periodo di emergenza con la situazione che si è venuta a creare le condizioni economiche della associazione non permettono più ancora per lungo tempo di proseguire nella attività. Se sei soddisfatto della nostra conduzione della testata stampa ti chiediamo un aiuto volontario per sostenere le minime spese a cui comunque dobbiamo dar fronte attraverso un gesto simbolico con una donazione..

Ti ringraziamo per l'attenzione.