AUTISMO, ZULLO: ASSISTENZA PREVISTA NEI LEA, MA NEI FATTI I MALATI E LE LORO FAMIGLIE SONO LASCIATI SOLI

Il presidente del gruppo di Direzione Italia, Ignazio Zullo, ha chiesto l’audizione in Commissione Sanità degli assessori alla Sanità e al Welfare, dei Direttori di Neuropsichiatria infantile e delle associazioni delle famiglie delle persone con DSA

L’inserimento nei LEA dell’assistenza e la presa in carico di tutte le persone con disturbo dello spettro autistico aveva fatto ben sperare sia i pazienti sia le famiglie: non avrebbero più dovuto affrontare la patologia da soli, ma una rete di servizi avrebbe consentito la gestione della malattia sia sul versante sanitario che su quello  socio-sanitario pugliese. La Giunta Emiliano ha rinfocolato speranza e aspettative con il regolamento del fabbisogno e dei requisiti delle strutture e dei servizi deputati a tale assistenza coordinati dalle Unità Operative di Neuropsichiatria Infantile.

Nei fatti, però, in Puglia è un disastro. Dopo la diagnosi il malato e la sua famiglia vengono lasciati soli, i servizi promessi non funzionano o peggio non sono stati ancora programmati. La situazione è grave non solo perché ormai l’autismo colpisce un bambino ogni 100 nati, ma perché sempre più adulti vengono diagnosticati come autistici, si tratta di pazienti ai quali veniva diagnosticata sbagliando un’altra patologia. Si tratta di persone che hanno bisogno di assistenza continua e precoce, specie se si tratta di bambini per i quali monitorare la fase cognitiva-comportamentale nei primi anni di vita può aiutare molto a crescere.

E’ necessario fare il punto sulla stato di presa in carico di questi soggetti affetti da autismo nella nostra Regione, dove mi vengono segnalati continui e persistenti disservizi: per questo ho chiesto che siano ascoltati in audizione in Commissione Sanità gli assessori alla Sanità e al Welfare, ma anche i Direttori di Neuropsichiatria infantile e le associazioni delle famiglie delle persone con DSA.

Speriamo di riuscire a sensibilizzare una più forte presa di coscienza del problema in Puglia.