Confartigianato Puglia:Cala, anche se di poco, il gettito fiscale in Puglia

Cala, sebbene di poco, il gettito fiscale nella nostra regione. Per le principali quattro imposte (Irpef, Iva, Irap e Ires), sono stati versati 9 miliardi 831 milioni 734mila euro, attraverso le dichiarazioni presentante nel corso del 2017, in calo di 181,4 milioni di euro, pari ad un tasso negativo dell’1,81 per cento rispetto all’anno prima (10 miliardi 13 milioni 155mila euro).

A rilevarlo è il Centro studi di Confartigianato Imprese Puglia che ha elaborato i dati del Dipartimento delle Finanze.

In dettaglio, sono stati versati 6 miliardi 402 milioni di euro per l’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) da parte di 2.555.140 contribuenti pugliesi che hanno così assolto all’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Riguardo all’imposta sul valore aggiunto (Iva), il gettito ammonta a due miliardi 259,7 milioni di euro (contro i due miliardi 326,5 milioni). Sono state presentante, per via telematica, 313.652 dichiarazioni Iva da parte di lavoratori autonomi, ditte individuali e società pugliesi. Rispetto all’anno precedente ne sono state presentate 14.897 in meno, pari ad una flessione del 4,5 per cento.

Circa l’imposta regionale sulle attività produttive (Irap), l’imposta netta versata dalle imprese pugliesi, esclusi gli enti pubblici locali, è stata di 582 milioni (contro i 718,5 milioni dell’anno precedente). Sono state presentante, per via telematica, 242.756 dichiarazioni Irap.

Per l’imposta sul reddito delle società (Ires), le aziende pugliesi hanno versato 587,9 milioni (l’anno prima sono stati versati 586,2 milioni). Sono state presentante 64.764 dichiarazioni.

«L’elaborazione del nostro centro studi consente di articolare una serie di analisi su come stia cambiando la geometria della tassazione in Italia e su quali siano gli effetti di questa variazione», commenta Francesco Sgherza, presidente di Confartigianato Imprese Puglia.

«È evidente come i maggiori scostamenti su base annuale si siano verificati in relazione a Iva, Irap ed Ires mentre il gettito Irpef è rimasto sostanzialmente simile tra i periodi di imposta.

Il calo delle dichiarazioni Iva ed Irap, oltre che alla chiusura di molte attività, è probabilmente imputabile a tutte quelle imprese individuali che, beneficiando dei regimi fiscali agevolati (regime forfettario e regime per l’imprenditorialità giovanile), non sono tenute alla presentazione di queste dichiarazioni. Naturalmente, per quanto concerne l’Iva, occorre tenere conto anche dell’andamento dei consumi.

Sul versante Ires, invece, il cospicuo aumento potrebbe essere connesso alla maggiore convenienza nella costituzione di società a responsabilità limitata nella forma semplificata attesi i risparmi che è possibile ottenere sia in fase costitutiva che con riguardo all’ammontare del capitale sociale, ad importo libero con un minimo di un euro.

Nel complesso, tuttavia – continua il Presidente – il gettito complessivo non è calato in maniera verticale e ad esso occorre aggiungere tutta la tassazione locale: un vero e proprio mondo a parte che, sempre di più, grava soprattutto sulle piccole imprese.

Certo, prendiamo atto dei passi in avanti fatti dall’attuale Governo, i cui effetti non si sono probabilmente ancora esplicati in tutta la loro portata. Tuttavia, un’organica revisione della normativa fiscale  – conclude Sgherza –  sarebbe imprescindibile non solo per sbloccare risorse da dedicare agli investimenti ma anche per semplificare in maniera rilevante la disciplina e la complessità degli oneri fiscali,  migliorando e riconducendo a correttezza il rapporto tra fisco e contribuenti».

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