San Pancrazio Salentino. Commenti diffamanti dopo essere stati multati, 3 giovani denunciati per diffamazione e vilipendio delle Forze Armate in concorso.

I Carabinieri della Stazione di San Pancrazio Salentino hanno deferito in stato di libertà per il reato di “diffamazione e vilipendio delle Forze Armate” tre giovani del luogo con a carico censure di natura penale.

Gli indagati a seguito di contestazione al codice della strada a carico di uno di loro, hanno offeso l’onore e il prestigio dell’Arma, pubblicando e commentando con frasi ingiuriose sul social network facebook l’operato dei militari operanti.

L’offesa rivolta nei confronti delle Forze dell’Ordine tramite social network può comportare delle conseguenze di natura penale, dal reato di diffamazione aggravata a quello di vilipendio. Non è raro infatti navigando su facebook imbattersi in commenti offensivi nei confronti delle Forze dell’Ordine. Gli autori ritengono che il loro comportamento sia del tutto lecito ritenendo di essere al riparo da conseguenze di natura giudiziaria. Anche se la libertà di parola e di pensiero è tutelata dalla Carta Costituzionale, sussistono dei limiti da rispettare. Le offese su facebook sono state oggetto di una recente sentenza della Cassazione che ha ribadito che pubblicare un post offensivo attraverso un social network può portare all’accusa di diffamazione aggravata. Él’art. 595 del codice penale che parla del reato di diffamazione stabilendo che chiunque offende l’altrui reputazione è punito con la reclusione fino a un anno e con una multa, e quando l’offesa è indirizzata ad un Corpo politico, amministrativo o giudiziario o ad una sua rappresentanza la pena viene aumentata fino ad un terzo. Ma il reato di diffamazione aggravata non è il solo, chi offende le Forze dell’Ordine pubblicamente può essere accusato anche di vilipendio. L’offesa pubblica rivolta nei confronti delle Istituzioni, quindi può essere punita fino a tre anni di reclusione, perché ormai il social network è considerato un mezzo pubblico e non di uso privato come molti erroneamente credono.