DOMANI A TEATRO: TAVIANO Massimo Lopez e Tullio Solenghi show; CISTERNINO: Lo soffia il cielo

Scritto da Massimo Lopez e Tullio Solenghi con la JAZZ COMPANY diretta dal M. Gabriele Comeglio

Stagione teatrale Comune di Taviano – Teatro Pubblico Pugliese  Martedì 16 Aprile a Taviano, Teatro Fasano, ore 21

Teatro Pubblico Pugliese  Martedì 16 Aprile a Cisternino, Teatro Paolo Grassi, ore 21

Massimo Lopez e Tullio Solenghi tornano insieme sul palco dopo 15 anni come due vecchi amici che si ritrovano, in uno Show di cui sono interpreti ed autori, coadiuvati dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio, che esegue dal vivo la partitura musicale.
Ne scaturisce una scoppiettante carrellata di voci, imitazioni, scketch, performance musicali, improvvisazioni ed interazioni col pubblico. Tra i vari cammei, l’incontro tra papa Bergoglio (Massimo) e papa Ratzinger (Tullio) in un esilarante siparietto di vita domestica, e poi i duetti musicali di Gino Paoli e Ornella Vanoni, e quello recente di Dean Martin e Frank Sinatra, che ha sbancato la puntata natalizia di “Tale e Quale Show”. In quasi due ore di spettacolo, Tullio e Massimo, da “vecchie volpi del palcoscenico”, si offrono alla platea con l’empatia spassosa ed emozionale del loro inconfondibile “marchio di fabbrica”.

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Questo nostro spettacolo è nato quasi per gioco, con la voglia di tornare insieme sul palco dopo 15 anni, giocando apputno con i nostri attrezzi del mestiere, scketch, imitazioni, frammenti di teatro, parodie; il tutto condito da una bella colonna sonora, curata dalla Jazz Company del maestro Gabriele Comeglio, che raccoglie le nostre migliori esibizioni del recente “Tale e Quale Show”. In quasi due ore di show, capita così di imbattersi in un Amleto multietnico, in un frammento di vita quotidiana di papa Bergoglio e del suo amico Ratzinger, in un Rossini eseguito coi denti, nel duetto targato Las Vegas di Sinatra/Dean Martin o ancora negli echi di politici vecchi e nuovi o nell’affaccio di Paolo Conte in persona, ecc… ecc… Questa nostra scommessa, lanciata nell’estate 2017, ci ha ripagati alla grande con un centinaio di date nella prima stagione 2017/2018 e con altrettante e più in quella attuale 2018/2019. I teatri esauriti ci stanno esaltando, ma l’incontro col nostro pubblico contiene in sé una valenza affettiva che non era scontata. Ogni volta che il sipario si apre, infatti, è come se magicamente ci si ritrovasse tra parenti, quasi ogni spettatore ha un momento della sua vita legato a noi, legato al Trio: “Come regalo di laurea dai miei genitori pretesi due biglietti per venirvi a vedere al Sistina”, “Mio padre lo ricordo sempre serio, una sola volta lo vidi ridere, con voi”, “I primi gruppi di ascolto li istituimmo nel 1987 col Trio”, “Per far digerire ai miei figli i Promessi Sposi, sono stati provvidenziali i vostri”. Così, ogni sera, oltre al divertimento condividiamo col nostro pubblico un coinvolgimento emotivo che tocca il suo apice nel ricordo di Anna, due minuti di commozione pura, anche se i suoi due ex compagni di giochi Tullio e Massimo la sua presenza in scena la avvertono per tutte le due ore di spettacolo.


LO SOFFIA IL CIELO

Un atto d’amore

uno spettacolo tratto da

Angelo della gravità’ e ‘Le cose sottili nell’aria’

di Massimo Sgorbani

con

Cinzia Spanò

e

Francesco Errico

disegno luci e spazio scenico

Giuliano Almerighi

sound design

Gianluca Agostini

costumi

Stefania Coretti

grafica

Giulio Pierrottet

organizzazione

Daniele Filosi

drammaturgia e regia

Stefano Cordella

una produzione TrentoSpettacoli

con il sostegno di

Ministero dei Beni e delle Attività Culturali

Centro Servizi Culturali Santa Chiara – Trento

Assessorato alle pari opportunità della Provincia Autonoma di Trento

progetto vincitore di Festival Fantasio 2015

 

LO SOFFIA IL CIELO

Lo soffia il cielo (Un atto d’amore) è una drammaturgia che prende vita da Le cose sottili dell’aria e Angelo della gravità, due testi di Massimo Sgorbani, uno degli autori e drammaturghi più rilevanti in Italia, giàPremio Riccione e Premio Enriquez alla drammaturgia. L’incontro tra il giovane regista milanese StefanoCordella, co-fondatore della compagnia Oyes, e i due testi di Sgorbaniavviene in occasione di un premio diregia (Festival Fantasio 2015), che Cordella vince. Da qui parte una ricerca drammaturgica e poetica che siavvicina all’immaginario di Sgorbani, fatto di un’umanità dolente e disturbata, eppure disperatamenteaffamata di vita autentica nelle molte possibili derive della diversità.

In questo adattamento drammaturgico i protagonisti del testo sono infatti una Madre e un Figlio ai tempi della società dei consumi e delle immagini. Lei chiusa in casa e teledipendente, lui considerato “strano” e con grosse difficoltà relazionali, soprattutto con le donne. Entrambi si creano il proprio mondo persopravvivere in una società totalmente alienata in cui gli affetti sono condizionati dall’invasione mediatica e la comunicazione viene totalmente filtrata. I due personaggi sfogano leproprie frustrazioni attraverso due monologhi intrecciati, dialoganti e interconnessi tra loro, nei qualivengono svelate le drammatiche conseguenze del bisogno d’amore del figlio, vittima anche di un lento einesorabile “distacco” della madre che guarda al passato con rabbia e disincanto.

Lo spettacolo vuole essere uno specchio della condizione attuale di molte famiglie sempre più chiuse nel proprio guscio, escluse da una società ancora spaventata dalle diversità, che giudica secondo modelli imposti da media e social network. Il rischio, come accade ai nostri protagonisti, è quello di finire inun circolo perverso apparentemente senza via d’uscita, che spesso sfocia in tragici atti di violenza.

Sgorbani utilizza un linguaggio crudo ma altamente poetico, passando continuamente dal sacro al profano: questo permette di affezionarsi ai personaggi nonostante i loro atti d’amore siano spesso estremi eviolenti. Madre e Figlio chiedono di essere guardati, considerati anche solo per un attimo da una societàche li ha messi da parte, e nella loro disperazione tragicomica diventano prepotentemente simbolo della universale necessità di essere amati.

TrentoSpettacolinasce nel gennaio 2010 come realtà artistica, produttiva, organizzativa e distributiva con sede a Trento. Opera con un’esperienza di diversi anni nel campo dell’ideazione, della produzione, dellarealizzazione, della distribuzione e della vendita di spettacoli teatrali di vario genere e natura. Per il triennio 2015/2017 TrentoSpettacoli è compagnia riconosciuta e sostenuta dal Ministero per i Beni e le AttivitàCulturali secondo l’articolo 14, comma 2 (imprese di produzione teatrale e compagnie under 35).

 

Stefano Cordella (Milano, 1985)

Dopo la laurea in Psicologia, nel 2009 si diploma all’Accademia dei Filodrammatici di Milano. É cofondatore

della Compagnia Oyes con la quale recita in Luminescienz. La setta e Effetto Lucifero, spettacolo vincitore del Premio Giovani Realtà del Teatro 2010 e finalista al Premio Riccione 2011. Nel 2014 debutta alla regia con Va Tutto Bene (spettacolo vincitore del Bando Offerta Creativa 2015). Cura ideazione e regia di Vania (da Zio Vanja di Anton Cechov) con cui vince il Premio Great 2015. Ha collaborato alla

drammaturgia di C’è un diritto dell’uomo alla Codardia (omaggio ad Heiner Muller), regia di Renzo

Martinelli, dramaturg Francesca Garolla, produzione Teatro I, Milano. E’ stato assistente alla regia

di Carmelo Rifici (Il Compromesso), Ferdinando Bruni e Francesco Frongia (L’ignorante e il Folle, La

Tempesta) e Bruno Fornasari (Sospetti). Ha intrapreso un percorso di formazione sulla drammaturgia

shakespeariana con il regista DeclanDonnellan presso la Biennale del Teatro di Venezia. Dal 2013 è

direttore artistico del Teatro di Nova Milanese. Nel dicembre 2015 vince il Festival Internazionale di Regia

Teatrale “Fantasio”.

Cinzia Spanò (Milano, 1974)

Attrice teatrale diplomata all’Accademia dei Filodrammatici di Milano nel 1996, ha lavorato in teatro con

importanti registi, tra cui Antonio Latella, Massimo Castri, Massimo Navone, Beppe Navello, Silvie Busnuel, Claudio Beccari, Carmelo Rifici, Beppe Rosso, Lorenzo Loris, Francesco Frongia, Damiano Michieletto. Ha recitato al fianco di attori come Franca Nuti, Giancarlo Dettori, Lucilla Morlacchi, Ruggero Dondi, Umberto Ceriani, Franco Branciaroli, Elia Schilton e Laura Marinoni, Fausto Russo Alesi, Marco Foschi. Ha vinto il premio Imola, il premio Hystrio, il premio Anteprima ed è stata nominata ai premi Ubu per il teatro.

Francesco Errico (Milano, 1989)

Si forma la scuola di teatro Quelli di Grock a Milano e frequenta seminari e laboratori con Danio Manfredini, Cesare Ronconi, Roberto Rustioni. E’ finalista al premio Hystrio alla vocazione nel 2013 e nel 2014, lavora con diverse compagnie e teatri milanesi come Quelli di Grock, Pacta dei Teatri – Teatro Oscar, e nel 2015 vince in qualità di attore il Festival Internazionale di Regia Teatrale “Fantasio”, con lo studio di ‘Un atto d’amore’ per la regia di Stefano Cordella.