A Brindisi tiene ancora banco la questione Corso Garibaldi.Ritenere che l’uso abnorme che i brindisini fanno dell’auto giovi al commercio è nient’altro che una pia illusione

Riceviamo   e pubblichiamo   un intervento  di Giovanni  Vonghia( giornalista,  già redattore  e collaboratore di brindisi libera.it)  che  è un attento osservatore delle vicende  brindisine, in questo caso sulla  questione  molto dibattuta in queste ore : la chiusura  di    Corso  Garibaldi, nel periodo  estivo, dalle ore 18  alle 24.

A Brindisi tiene ancora banco la questione Corso Garibaldi, di nuovo parzialmente chiuso al traffico motorizzato, con una decisione dell’attuale amministrazione condivisa, ritengo, da una parte maggioritaria della città, sondaggi a parte, ma contestata da una minoranza chiassosa .
Vi dico che personalmente sarei per chiudere alle auto non solo i corsi, ma porzioni più grandi dello stesso centro e degli altri quartieri cittadini.

Credo  che  ritenere che l’uso abnorme che i brindisini fanno dell’auto giovi al commercio sia nient’altro che una pia illusione.
Questa è una città in atavica crisi economica e occupazionale, lo è per mille fattori congiunturali, non certo perché si impedisce a qualcuno di parcheggiare dentro il negozio.

Mi chiedo sommessamente, poi, in occasione di quelle stupide file chilometriche di auto sui corsi, soprattutto durante il fine settimana, quando per lo struscio serale si esibisce la macchina nuova, che aria respiriamo noi e i nostri figli ?Alle emissioni di una delle più grandi aree industriali del Paese aggiungiamo quelle veicolari.
Dico, ce ne rendiamo conto?
Vogliamo davvero bene ai nostri bambini ?La salute è la prima cosa, lo stanno capendo bene, a loro spese, i tarantini, spero che lo comprendano presto i brindisini tutti, anche quelli maniacalmente legati alla loro scatoletta di latta a quattro ruote.
Ricordo che la salute si tutela meglio, oltre che con una migliore qualità dell’aria, tenendosi in forma circolando a piedi o in bicicletta.
Penso che questo messaggio l’amministrazione dovrebbe farlo suo, con un’incisiva campagna promozionale, coinvolgendo scuole, associazioni sportive, ambientaliste e organizzando eventi che promuovano uno stile di vita sano, libero dai cliché consumistici, rispettoso del prossimo e della natura.

 Giovanni  Vonghia