PESCA: PROSEGUE L’ITER DELLA RIFORMA ITTICA A MONTECITORIO

Dalle associazioni di categoria, a quelle sportive, ai sindacati e alle Capitanerie di Porto, continuano le audizioni in Commissione Agricoltura alla Camera sulla proposta di legge di riforma del settore ittico a prima firma del deputato Giuseppe L’Abbate (M5S)

Bene il contrasto alla pesca illegale e all’etichettatura dei prodotti della pesca, valutata positivamente l’impostazione dei distretti di pesca, la vendita diretta, la presenza delle associazioni di rappresentanza nelle aree marine protette e il fondo per lo sviluppo della filiera ittica: tutti elementi che avvicinano di più le realtà locali con chi può contribuire alle soluzioni. È questa una prima analisi degli auditi in Commissione Agricoltura nell’ambito della discussione della proposta di legge “Interventi per il settore ittico. Deleghe al Governo per il riordino e la semplificazione normativa nel medesimo settore e in materia di politiche sociali nel settore della pesca professionale”, a prima firma del deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S).

Diverse le audizioni già tenute in queste settimane a Montecitorio ed a cui hanno partecipato i rappresentanti del Comando generale del Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia Costiera, la CISAL (Confederazione Italiana Sindacati Autonomi Lavoratori), la Confsal Pesca, la FAI-CISL, la FLAI-CGIL, la UILA-UIL, l’UGL Pesca, l’Arci Pesca FISA (Federazione Italiana Sport e Ambiente), la FIPSAS (Federazione italiana pesca sportiva e attività subacquee) e la FIOPS (Federazione italiana operatori pesca sportiva).

È stato posto l’accento, ovviamente, anche sui temi di tipo sindacale – commenta il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate (M5S) – come le malattie professionali, il lavoro usurante e gli ammortizzatori sociali. Dopo aver posto rimedio all’elevato e spropositato sistema sanzionatorio recepito nella scorsa legislatura durante la conversione in legge del decreto emergenze agricole, con una nuova normativa su cui incassiamo anche il parere favorevole delle Capitanerie di Porto, miriamo a dare nuovo impulso e linfa ad un settore come quello della pesca italiana che troppo spesso ha dovuto subire le angherie della burocrazia. Inoltre – conclude L’Abbate (M5S) – vogliamo ridare dignità ai lavoratori del settore rendendo concreti e stabili gli strumenti di sostegno al reddito, visto che gli si chiede il blocco forzato in taluni periodi dell’anno per preservare la risorsa mare. Per il Movimento 5 Stelle, i pescatori sono i veri custodi dei nostri mari e lo dimostrano anche le proposte normative messe in atto dal ministro dell’Ambiente, Sergio Costa”.

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