San Donaci. 36enne nel corso di un controllo stradale è stato trovato in possesso di 7 grammi di hashish e un bilancino di precisione

Deferito per detenzione ai fini di spaccio e per il rifiuto di sottoporsi agli accertamenti per la verifica dell’eventuale assunzione di stupefacente, denunciato. La patente è stata ritirata e il veicolo è stato sequestrato.

A San Donaci i Carabinieri della locale Stazione, a conclusione degli accertamenti, hanno deferito in stato di libertà per detenzione al fine di spaccio di stupefacente un 36enne originario di Campi Salentina. L’uomo nel corso di un controllo alla circolazione stradale, è stato fermato alla guida della propria autovettura Fiat Panda, a seguito di perquisizione è stato trovato in possesso di un involucro in cellophane contenenti 7 grammi di sostanza stupefacente tipo “hashish”. Lo stupefacente era stato occultato all’interno della tasca anteriore destra dei pantaloni indossati, nonché un bilancino di precisione presente nel cruscotto dell’autovettura. Lo stupefacente e il bilancino sono stati sequestrati. Nella circostanza l’uomo si è rifiutato di sottoporsi ad accertamenti sanitari per verificare l’eventuale assunzione di sostanze stupefacenti. La patente di guida del 36enne è stata ritirata e il veicolo sottoposto a sequestro finalizzato alla confisca. Per quanto riguarda il rifiuto dell’accertamento finalizzato al riscontro dello stato di alterazione psicofisica dovuta all’assunzione di sostanze stupefacenti o psicotrope, la norma sanzionatoria punisce tale comportamento con sanzioni di natura penale, pena congiunta dell’arresto e dell’ammenda. All’accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente di guida da uno a due anni. Se il veicolo appartiene a persona estranea al reato, la durata della sospensione della patente è raddoppiata. Con la sentenza di condanna, trova applicazione la sanzione accessoria della confisca del veicolo, salvo che non appartenga a persona estranea al reato. Con la confisca si ha l’acquisizione coattiva da parte della pubblica amministrazione di determinati beni, nei confronti di chi ha commesso il reato, o che sono serviti, o furono destinati a commettere il reato.