Cgl Brindisi:SANITA’ ALLO SBANDO: LA ASL VIOLA PURE LE PRESCRIZIONI DEL COMANDO CARABINIERI PER LA TUTELA DELLA SALUTE – N.A.S. DI TARANTO

La corda è stata tirata troppo: si parla sempre di risparmi sul personale, di conti come ragionieri e di tagli lineari che colpiscono soprattutto le politiche del personale con organici ormai ridotti all’osso;

per non parlare del riordino ospedaliero, già di per sé penalizzante per la nostra provincia che ci relega agli ultimi posti insieme alla ASL BAT nel rapporto pp.ll. / abitanti di cui si avrà modo di parlarne prossimamente con dovizia e analisi di merito, atteso che la Direzione Generale ha inteso sostanzialmente applicarlo solo nella parte in cui erano previste dismissioni eludendo di attivare circa 130 posti letto.

Purtroppo il nostro sistema sanitario deve fare i conti anche con una gestione complessiva del sistema sanitario inadeguata e non rispettosa nemmeno delle autorità competenti.

Nello specifico si fa riferimento alla Unità Operativa Cardiologia  – UTIC del P.O. “Perrino” di Brindisi che, nonostante il grande impegno e professionalità dimostrata negli anni da parte di tutto il personale ivi addetto, persistono ancora le gravi criticità già denunciate reiteratamente dalla FP CGIL e dagli stessi Lavoratori.

Ed è proprio questo il punto: la problematica non veniva solo denunciata dal sindacato e dai Lavoratori ma trovava riscontro nei fatti grazie all’ispezione/controllo avvenuto da parte dei Nas di Taranto  – presso tale Unità Operativa – i quali prescrivevano un incremento di personale,  non per rendere agevole la gestione dei pazienti, bensì per assicurare i livelli minimi di assistenza e la sicurezza dei pazienti e dei Lavoratori! Gli stessi “consigliavano” anche di osservare un indicatore di riferimento, ovvero il rapporto numero di personale/ pazienti ricoverati, per rendere congrua la dotazione organica.

 

                                                                       RISULTATO?

 

Un silenzio assordante da parte della ASL BR, nessuna prescrizione osservata ed anzi la situazione lavorativa nella U.O. in questione è peggiorata in termini di carichi di lavoro e sicurezza dei pazienti.

Inoltre, siamo in presenza di una grave delegittimazione del Sindacato e dei Lavoratori che cercano di  essere costruttivi per migliorare il sistema sanitario, ma soprattutto delle Istituzioni preposte, i NAS in questo caso, che avevano stilato un verbale, frutto di uno studio analitico,  per custodire il rispetto dei LEA e per far lavorare in sicurezza i Lavoratori.

Il modulo UTIC, tanto per essere chiari, è omologato per accogliere massimo 8 posti letto (il nuovo piano di riordino prevede 12 pp.ll.) , considerata anche la condizione di forte criticità dei pazienti che vi accedono, ma contrariamente ad ogni disposizione normativo-logistica gli accessi quotidiani spesso superano il doppio della copertura prevista.

Probabilmente a qualcuno non è chiaro che lavorare in condizioni di perenne precarietà genera nel personale uno stress da lavoro correlato che mina la serenità e la salute degli addetti, ma soprattutto acuisce il problema del rischio clinico.

Le criticità nella UOC Cardiologia/UTIC, in cui sono incardinate le attività Ambulatoriali, il reparto,  l’emodinamica e l’UTIC, debbono avere risposte immediate ed efficaci.

Il tempo dell’attesa è finito, i Cittadini / Utenti non meritano un siffatto sistema sanitario … la FP CGIL è pronta alla mobilitazione. Delle due l’una: o sì è all’altezza della sfida e lo si dimostra con atti concreti, oppure che ognuno ne tragga le opportune conseguenze!

                                                                                  Il Segretario Generale   f.to Pancrazio Tedesco