Minori in affido, M5S: “Presto interrogazioni in tutti i comuni pugliesi per chiedere chiarezza”

Un’interrogazione per chiarire le modalità di affido dei minori, dati e numeri dei servizi e per verificare la correttezza delle procedure adottate dagli organi competenti. È l’iniziativa dei gruppi consiliari comunali 5 Stelle di tutta la Puglia, su input del gruppo nazionale Pari Opportunità del Movimento 5 Stelle, in coordinamento con quelli regionali.  

«Il Movimento 5 Stelle Puglia – commentano i consiglieri regionali – ha risposto all’appello delle parlamentari, Alessandra Maiorino e Gilda Sportiello, del coordinamento nazionale Pari Opportunità, al fianco dei 5 Stelle Liguria, Veneto, Lazio, Emilia Romagna e di tantissimi portavoce regionali e comunali di tutta Italia. L’obiettivo è quello di avere dati e report che possano definire e monitorare la situazione degli affidi familiari e il funzionamento delle strutture di accoglienza anche in Puglia. Con questa azione capillare vogliamo promuovere una politica responsabile sul tema dell’affidamento familiare e vigilare sulle modalità e gestione dell’inserimento dei bambini nelle strutture. L’interrogazione a livello comunale, a cui seguirà anche un’interrogazione a livello regionale, è stata già presentata dal consigliere del M5S di San Severo Gianfranco Di Sabato e presto verrà depositata anche in altri consigli comunali della Puglia».

Il Gruppo di lavoro Pari Opportunità Regionale, ha elaborato una serie di attività ispettive volte a conoscere ‘quanti sono attualmente i bambini allontanati dalla famiglia di origine e per quale durata’, ‘a quale tipologia di affidamento extra familiare (specificando se trattasi di famiglia affidataria, singola persona, comunità di tipo familiare e istituto di assistenza pubblico o privato) si è ricorso’, «quanti sono gli esiti positivi di rientro/riaffido del minore alla famiglia di origine», e «quanti controlli gli organi di competenza del Comune hanno attivato negli ultimi cinque anni e con quali esiti».

“Nell’interrogazione si chiede anche – continuano i pentastellati – ‘in quanti casi di necessità e urgenza l’affidamento è stato disposto senza porre in essere gli interventi di sostegno e di aiuto alle famiglie di origine previste dalla Legge 28 marzo 2001, n. 149’ e da ‘quali organi competenti e a quale tipologia di affidamento extra familiare (specificando se trattasi di famiglia affidataria, singola persona, comunità di tipo familiare e istituto di assistenza pubblico o privato) si è ricorso per i suddetti casi’. Non si vuole in alcun modo strumentalizzare quanto emerso dalle inchieste giornalistiche su Bibbiano, ma fare chiarezza sulla situazione degli affidi nella nostra regione”.