BRINDISI.IL CAVIDOTTO ENIPOWER – A2A E LO SCARICO DEL CARBONE PER L’EX ILVA: DUE PROBLEMI DA AFFRONTARE CON DECISIONE

Si è fatto sapere poco o nulla sulla costruzione di un cavidotto interrato che Terna sta realizzando: una vicenda i cui contorni necessitano di essere chiariti poiché alcuni aspetti sollevano interrogativi sia sotto l’aspetto sanitario sia sui progetti sottesi all’opera.

Sorprende che il titolo dell’autorizzazione rilasciata con decreto interministeriale del 18 ottobre 2018 parli di un collegamento in cavo a 380 Kv tra la centrale di “Enipower e la centrale Brindisi Nord – Brindisi Pignicelle” dal momento che quest’ultima centrale non è stata indicata col vero nome cioè  non esplicitando che in sostanza la “Brindisi Nord – Brindisi Pignicelle” è un emanazione della nota A2A.

Terna è l’operatore che gestisce le reti per la trasmissione dell’energia elettrica e, attraverso “Terna Rete Italia”, la Rete di Trasmissione Nazionale con 74.442 km di linee elettriche in alta tensione.

I lavori di Terna prevedono, come detto, un collegamento con cavi interrati tra la centrale Enipower (che si trova all’interno del petrolchimico) con la centrale di Brindisi Nord. Il cavidotto lambirà il canile comunale di contrada Santa Lucia e attraverserà il Parco Naturale delle Saline di Punta della Contessa.

Va al riguardo sottolineato che tale cavidotto può avere anche un impatto sulla salute umana, come è dimostrato da Arpa che, interpellata sulla questione, ha preteso rassicurazioni dal Comune che nel canile non vi fosse presenza umana per più di quattro ore al giorno. Garanzia questa fornita dagli uffici tecnici del Comune ai quali potrebbe essere sfuggita la presenza del custode con relativa famiglia. Sarebbe per altro giusto sapere se sia stato chiesto al Comune un parere al riguardo stante l’attraversamento del parco naturale. Terna ha inteso tranquillizzare con una nota nella quale afferma che tutto viene realizzato secondo le norme e nel rispetto dei limiti e fa sapere anche che si è impegnata “su richiesta ufficiale del Comune, a posare una tubazione di circa 1.800 metri di lunghezza all’interno della trincea dei cavi per assicurare la fornitura di acqua potabile al canile che attualmente ne è privo”. E’ chiaro che questo non può costituire l’unico interesse dell’Amministrazione comunale nella questione.

Ma l’opera anzidetta fa sorgere un ulteriore interrogativo riguardo alla motivazione per cui si effettua un collegamento fra Enipower e la centrale Brindisi Nord già Enel, già Edipower ora A2A mentre il Consiglio Comunale e larga parte della cittadinanza auspica che quest’ultima centrale venga finalmente dismessa e le aree interessate destinate alla portualità. Confidiamo che l’Amministrazione Comunale condivida la rilevanza dell’operazione in corso dando voce alle sensibilità e alle istanze della comunità cittadina.

Con viva preoccupazione abbiamo appreso anche che la Arcelor Mittal (ex Ilva) di Taranto, non potendo scaricare il carbone a Taranto per il sequestro dell’apposita banchina, si sta attivando per trovare per ottenere l’approdo di Brindisi (l’operazione dovrebbe durare trenta settimane per soddisfare un fabbisogno giornaliero di 30mila tonnellate). il Sindaco del capoluogo ha espresso la propria netta contrarietà a tale richiesta. Auspichiamo che detta presa di posizione sia tenuta in debito conto dall’Autorità Portuale e che la comunità brindisina non venga a trovarsi di fronte ad un fatto compiuto che vanificherebbe la netta presa di posizione del primo cittadino e costituirebbe nel contempo un grave danno per il nostro territorio ed un inammissibile attacco alla funzione del nostro porto .

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