Mozione Clima. Trevisi (M5S): “Intervento debole e tardivo. Il nostro impegno è concreto con leggi che aspettano di essere approvate”

“Abbiamo votato a favore della mozione per il contrasto ai cambiamenti climatici perchè da anni portiamo avanti azioni in questo senso, sia a livello regionale che nazionale.

Siamo però convinti che l’impegno sulla tutela dell’ambiente richieda impegni concreti, come quelli portati avanti con le nostre proposte di legge: due di queste sono state approvate, il reddito energetico e le comunità dell’energia, altre sono in attesa di essere discusse, come la legge sull’economia circolare che conteneva alcuni dei provvedimenti indicati nella mozione, tra cui i distributori gratuiti di acqua. Ora auspichiamo che presto anche queste diventino leggi, in modo da fare qualcosa di concreto per la regione”, lo dichiara il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle Antonio Trevisi che ha presentato un emendamento alla mozione sulla dichiarazione di emergenza climatica e ambientale volto ad impegnare il presidente della Regione ed il Consiglio regionale ad approvare quanto prima la proposta di legge sulle ‘Politiche regionali di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici’, già votata in Commissione.

“La legge sull’economia circolare – spiega Trevisi – è ferma da quattro anni, eppure nell’unico comune pugliese che ha applicato i principi in essa previsti, cioè a Noicattaro, la raccolta differenziata ha raggiunto l’86% e la Tari è diminuita. Avevamo anche presentato una mozione per ridurre l’utilizzo della plastica nelle strutture di competenza regionale, mai discussa. La proposta sui cambiamenti climatici rappresenta uno strumento concreto per far fronte all’emergenza che stiamo vivendo e prevede, infatti, l’approvazione da parte della Regione di un Piano regionale di adattamento ai cambiamenti climatici, per individuare a livello regionale strategie per rendere il nostro territorio più resiliente ai cambiamenti climatici. Ricordo che, secondo quanto dichiarato dall’UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo), dal 50 all’80% delle azioni di mitigazione e adattamento necessarie per affrontare il cambiamento climatico dovranno essere implementate a livello sub-nazionale e locale. A livello regionale si può intervenire in modo più efficace sulle  politiche che hanno il maggiore impatto sul clima, ad esempio nei settori della qualità dell’aria, della gestione dei rifiuti, dei trasporti, dell’energia e dell’efficienza energetica, della pianificazione del territorio. Nonostante la proposta sia stata finanziata in bilancio oggi si sono perse le tracce dei fondi, appositamente stanziati. Il nostro compito non è quello di fare promesse, ma quello di legiferare in maniera concreta, puntuale e precisa, come ha fatto il ministro Costa con l’approvazione del cosiddetto Decreto Clima. Le generazioni future hanno bisogno di più fatti e meno parole”.


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