AUDIZIONE CAPITANO ULTIMO, PERRINI: L’HO VOLUTO IN COMMISSIONE PERCHE’ LA MAFIA SI COMBATTE COINVOLGENDO TUTTI, ANCHE LE ISTITUZIONI

Dichiarazione del consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Renato Perrini

“L’idea di audire Capitano Ultimo, colonnello Sergio De Caprio, nella Commissione regionale di studio ed inchiesta sul fenomeno della criminalità in Puglia, della quale faccio parte, mi è venuta guardano il noto programma LE IENE che aveva avviato una raccolta firme perché la scorta al CARABINIERE che aveva arrestato Totò Riina (e tanti altri mafiosi) non fosse tolta. Ma come, mi dissi, è necessario che ci sia l’interessamento di una nota trasmissione per far capire che togliendo la scorta a un eroe quotidiano lo si condannava a morte per mano della mafia? E allora decisi che la Commissione regionale doveva interessarsi e far sentire anche la sua voce: perché solo se la Squadra Stato, insieme, può davvero non solo sconfiggere la criminalità, ma far arrivare a chi ha il potere di decidere sulla scorta, che non si gioca con la vita di chi ha dedicato la propria vita a combattere la mafia!

“E ho avuto ragione! Capitano Ultimo, oggi, ha detto che era la prima volta che un’Istituzione così importante lo invitava a ‘essere testimone antimafia’ e ha invitato tutti a non abbassare la guardia, perché il problema non è che lui abbia o meno la scorta, ma chi dall’alto la vuole togliere sostenendo che la mafia non costituisce più un problema per la sua sicurezza: questo è il problema, ed è di tutti! Sottovalutare la capacità di penetrazione della mafia nei territori è uno degli errori più gravi che si possano commettere da parte di tutti.

“Oggi il vero rischio è che si dia per scontato che la società abbia tutti gli anticorpi per combattere la mafia. Diamo per scontato, ha sostenuto sempre il colonnello De Caprio, che i giovani sappiano e capiscano il valore di certi principi di legalità. Così non è! Occorre tenere alta la guardia e non dare mai per scontato nulla, per questo è necessario che se ne parli sempre. E’ necessario coinvolgere i giovani che quelle battaglie non le hanno combattute. E’ necessario parlare di antimafia nelle scuole, nelle parrocchie, nei municipi: perché sono questi i ‘soldati’ che compongono l’esercito antimafia.

“Ha ragione Ultimo: pratichiamo la sicurezza tutti, il popolo italiano unito contro la mafia non può perdere, perché è più forte”.


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