Impianto per biometano a Surbo, Pellegrino: “Dalla parte della comunità e dei medici per un progetto che non convince”

“Raccolgo con immediatezza l’appello dell’ex consigliere comunale di Surbo, Martina Gentile, che ha chiesto alla politica e, nello specifico, ai consiglieri regionali salentini, di esprimersi chiaramente sul progetto presentato da Metapulia, per la realizzazione di un impianto di biometano e compost di qualità FORSU nella zona industriale di Lecce, a poca distanza dal centro abitato di Surbo.

La distanza inferiore ai 2 km dal più vicino punto sensibile della città di Surbo non può essere considerata un elemento di poco conto, nella valutazione complessiva del progetto. Altrettanto di buon senso considero la richiesta della comunità di valutare la natura dell’area in cui si intende localizzare l’impianto, inclusa la presenza di pozzi di acqua potabile, nonché la necessità di coinvolgere AQP. Peraltro sulla proposta si sono espressi anche i Medici Isde, che in una relazione hanno manifestato le proprie perplessità, evidenziando potenziali rischi di impatto ambientale.

La sezione leccese dell’Associazione italiana medici per l’ambiente, guidata da Sergio Mangia, ha inoltre affermato che “la digestione anaerobica prevista con l’impianto non procede nella direzione della sostenibilità ambientale di cui la Puglia ha urgente necessità, né in relazione alla produzione di gas clima-alteranti, né in termini di stoccaggio di carbonio nel suolo”.

Pertanto dinanzi a un diniego così motivato dei Medici Isde e alle voci che si alzano forti dal territorio di Surbo, sul quale ricadrebbe l’impatto (anche semplicemente olfattivo) della realizzazione dell’opera, avverto la necessità di esprimere parere contrario alla realizzazione del progetto.

Qui non si tratta, come affermato dall’ex consigliere Gentile, di dire semplicemente “non nel mio giardino di casa”, ma di pretendere che non si deroghi rispetto alla legge regionale, perfino in fase di presentazione della proposta, trascurando, per esempio, il mancato rispetto delle distanze da un punto sensibile, che risulta inferiore ai 2 chilometri previsti.

Come consigliere regionale non posso che chiedere il rispetto della normativa, farmi carico della volontà di un territorio, dare ascolto e rilanciare le preoccupazioni dei medici per l’ambiente e chiedere che il ciclo dei rifiuti sia chiuso, con impianti di compostaggio di dimensioni di certo più piccole rispetto a quello proposto e a gestione pubblica.


Gen.le Lettore.

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