BRINDISI.sabato 4 gennaio ore 18,00 brindisi sit in per nicoletta dosio

l 30 dicembre Nicoletta Dosio, esponente storico del movimento No Tav e coordinatrice nazionale di Potere al popolo, è stata portata in carcere dalle forze dell’ordine!

Nicoletta è stata condannata a più di un anno di carcere per una manifestazione assolutamente pacifica, e ha accettato serenamente, con l’orgoglio e l’amore per la sua terra che la contraddistingue da sempre, questa condanna. Senza richiedere misure alternative, nonostante la sua età.

Lo diciamo qui e lo diremo chiaramente sabato 4 gennaio alle ore 18.00 a Brindisi all’incrocio tra Corso Roma e Corso Umberto e in tante altre parti d’Italia : Giù le mani da Nicoletta, giù le mani dal movimento No Tav, No TAP  e di  tutti i gruppi che difendono la terra.

Per questi continui attacchi ai movimenti invitiamo  tutti a partecipare Il 9 gennaio alle pre 9,00 al sit in davanti  il Tribunale di  Lecce dove ci sarà il processo contro i No TAP.

Le persone raggiunte da provvedimenti giudiziari sono solo colpevoli di aver frapposto i loro corpi ad una imposizione  che ieri si fermava al Tap ed oggi diventa dei 4 gasdotti che arriveranno in Italia .

Gasdotti che  stanno  alimentando un clima di guerra nel Mediterraneo dovuto  l’accaparramento dei giacimenti di gas e al controllo del trasporto.

Ricordiamo che tutti questi gasdotti arriveranno a Matagiola ,tra Brindisi e Mesagne

Intanto in Italia dal Salento alla Val Susa continua la repressione contro chi si oppone alle grandi opere costose, dannose e inutili e vuol, e che invece usare quei soldi per mettere in sicurezza il territorio vedi le mancate bonifiche e i continui attacchi all’ambiente.

Nicoletta per noi è un simbolo, il simbolo di una popolazione che da 30 anni resiste ad un progetto folle, e che ha dimostrato all’Italia e al mondo intero che un altro modello di sviluppo non solo è possibile ma è necessario. E ha dimostrato che si può e si deve fermare un progetto dannoso, un progetto che non ha senso, un progetto scaduto, un progetto che serve solo ad ingrassare le tasche dei padroni e della mafia, le tasche degli amici di tutti quei partiti politici che sostengono la TAV Torino-Lione. Riteniamo mandanti politici tutti questi partiti, dal PD alla Lega a Forza Italia e Fratelli d’Italia , e  chi ha tradito la lotta NoTav come il M5S, che ha anche permesso l’approvazione dei decreti sicurezza che sono e saranno impiegati per stroncare tutti i movimenti di resistenza come quello val susino.

Per questo vi invitiamo tutti al sit-in che si terrà sabato alle ore 18.00 tra Corso Roma e Corso Umberto a Brindisi.

Adesioni

Movimento No TAP di Brindisi

Cobas Brindisi

Rete Kurdistan Puglia

Potere al Popolo Brindisi

No Al Carbone

Collettiva TFQ Brindisi

Rifondazione Comunista Brindisi

Queste sono le parole di Nicoletta:

Contro l’ingiustizia del potere la resistenza è un dovere.

A questo principio si ispira ormai da trent’anni il movimento NO TAV e, da sempre, rispondono le lotte sociali e ambientali, in tante parti del paese e del mondo.

Contro tale resistenza, il sistema ha messo in campo leggi, eserciti, tribunali e carceri.

I territori, le persone, la natura sono più che mai materia bruta di sfruttamento da parte di un capitale che, nella sua arroganza dimentica di ogni limite, in nome del profitto infinito, accumula sulla propria strada morti e rovine, fino a mettere in discussione la sopravvivenza stessa del Pianeta. Anche in Valle di Susa l’opposizione popolare che, forte della memoria operaia e resistenziale, ha deciso di dire NO al TAV, grande, mala, inutile, costosissima opera, e al modello di vita che la produce, sta pagando tale resistenza ad un prezzo altissimo, a livello giudiziario, economico, esistenziale, con centinaia di condanne penali e civili, multe, fogli di via, revoche di permessi, militarizzazione del territorio. Il tutto con la complicità attiva dei governi passati e presenti, espressione istituzionale del partito trasversale degli affari, e con il supporto dei mass media di regime.

Per denunciare tutto questo e per ribadire la dignità di una lotta collettiva che non si piegherà, ho deciso di non chiedere sconti al potere invidioso e vendicativo che, con i tre gradi di giudizio dei suoi tribunali, ha condannato al carcere me e altri undici attivisti, per “ violenza privata e interruzione di pubblico servizio”.

Denuncio inoltre le storture e l’iniquità di un sistema poliziesco e giudiziario che, lungi dal garantire I diritti di tutti e soprattutto dei più deboli, si è piegato ad altri e diversi interessi, rendendosi complice del tentativo di silenziare con la violenza chi lotta per la giustizia sociale e ambientale.

Come me, sono state condannate ormai centinaia di persone e, in particolare, i nostri migliori giovani, che si sono visti infliggere pene abnormi per aver esercitato un diritto garantito dalla costituzione: condanne per cui essi oggi rischiano di perdere il lavoro, il diritto allo studio, la famiglia, la casa, il futuro.

Erano i primi giorni di marzo 2012, giornate di rabbia e di mobilitazione: la nostra piccola baita – presidio in Clarea occupata a suon di manganellate dalle “forze dell’ordine” dopo gli otto mesi di resistenza che seguirono alla presa della Libera repubblica della Maddalena e all’occupazione militare del territorio. Luca, uno di noi, in ospedale a lottare tra la vita e la morte dopo che un poliziotto l’aveva fatto cadere dal traliccio su cui si era arrampicato per sfuggire alle botte: Le dichiarazioni provocatorie del governo Monti a favore del TAV e contro la resistenza di un’intera popolazione al progetto.

Salimmo in manifestazione sull’autostrada con uno striscione su cui era scritto “ Oggi paga Monti” ed alzammo le barriere dei caselli, permettendo la libera circolazione su una delle strutture autostradali più devastanti e costose d’Italia.

Non me ne pento e sarei pronta a rifarlo. Non chiedo per me misure alternative al carcere perché, per ottenerle, dovrei riconoscere il disvalore della mia condotta: non sono disponibile ed esercito così, ancora una volta, la mia libertà.

So di avere con me il sostegno delle mie sorelle e dei miei fratelli di una lotta bella e irriducibile, perché porta nelle sue mani la memoria del passato, l’indignazione per la precarietà presente, la necessità di un futuro più giusto e vivibile per tutti.

Se andrò in carcere, non me ne pentirò, perché, come scrisse Rosa Luxemburg, dalla cella dove scontava la sua ferma opposizione alla guerra, “ mi sento a casa mia in tutto il mondo, ovunque ci siano nubi, e uccelli, e lacrime umane”.

 

Nicoletta Dosio

Per scrivere a Nicoletta:

Casa circondariale di Torino “Lorusso e Cotugno”

Via Adelaide Aglietta, 35

10149 Torino (TO)

Tel. 0114557585


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