Legge sul randagismo. M5S: “Chi oggi grida allo scandalo non ha mai preso parte ai lavori del tavolo sul randagismo”

“Siamo felici di aver contribuito a stravolgere il testo della legge sul randagismo, contribuendo a eliminare quegli articoli che poco avevano a che fare con la prevenzione del fenomeno, perché ricordiamo che è questo l’obiettivo della norma, e avrebbero invece fatto diventare il randagismo un vero e proprio business.

E lo possiamo affermare con orgoglio e cognizione di causa, dal momento che abbiamo preso parte a tutti i tavoli fatti, dapprima per cercare di unire le quattro proposte presentate per la modifica della legge del 1995 e poi per migliorare il ddl della Giunta. A differenza di chi oggi parla di otto mesi di lavoro persi, avendo partecipato sì e no a alla prima riunione di quel tavolo, dove mai si era parlato di superare il limite di 200 cani in canile o di costruire canili contigui o di permettere  il trasferimento dei cani fuori provincia o fuori regione. Emendamenti poi apparsi per magia in Commissione, dove avevamo dato battaglia perché venissero bocciati e avevamo annunciato che lo stesso avremmo fatto in Consiglio. Dice bene il consigliere Zullo quando parla di un lavoro di mesi, peccato che lui a quel lavoro non abbia mai preso parte. A meno che non sia dotato di superpoteri che lo rendano invisibile”. Lo dichiarano i consiglieri del M5S Marco Galante e Gianluca Bozzetti in seguito all’approvazione della legge per la prevenzione del randagismo e la tutela degli animali d’affezione

“Gli emendamenti che abbiamo presentato ieri – continuano –  in alcuni casi uguali a quelli della Giunta nascono dalle audizioni in Commissione Sanità e in quella per il contrasto alla criminalità organizzata in cui le associazioni animaliste hanno lanciato l’allarme su possibili infiltrazioni della zoomafia se il testo fosse rimasto quello arrivato ieri in aula, portando a supporto dati  precisi e circostanziati. Ma chi oggi grida allo scandalo non poteva saperlo semplicemente perché a quelle audizioni non ha mai preso parte. La sola cosa che ci sta a cuore e per cui ci siamo battuti da inizio legislatura è il bene dei cani e la prevenzione del randagismo. Per questo faremo pressing sulla Giunta affinché verifichi che la norma sia realmente applicata dai Comuni, a differenza della precedente”.


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