Uil Brindisi, Lettera aperta alla Ministra De Micheli

L’iniziativa svoltasi il 3 febbraio a palazzo Nervegna, alla presenza della ministra delle infrastrutture e dei Trasporti onorevole Paola De Micheli, ha completato un ciclo di incontri che hanno visto nella nostra città anche il Ministro Francesco Boccia:

la scorsa settimana al teatro Verdi ed al Convegno organizzato l’8 novembre 2019 dalla UIL di Brindisi “Riprendiamoci il nostro futuro”. L’ultima occasione conferma il riconoscimento dell’impegno e dell’attenzione che il Sindacato confederale territoriale ha avuto nel denunciare le difficoltà che la nostra città e la sua provincia vivono da anni e la necessità di avere considerazione ed opportunità di investimenti, mettendo da parte l’arroganza di principio della POLITICA del NO! che, con il perdurante impedimento a qualsiasi nuova iniziativa imprenditoriale, ha contribuito a ridurla a queste condizioni: nelle ultime posizioni in tutte le classifiche nazionali per qualità della vita e economico/sociali. Tuttavia Signora ministra ancora oggi siamo fermi alle dichiarazioni, mentre nelle altre città pugliesi sono state completate e inaugurate infrastrutture fondamentali: a Bari l’allungamento della pista dell’aeroporto “Wojtila”, a Taranto quella del 4° sporgente del molo, 600 metri in più di banchina per l’ormeggio delle navi e tutte le opere infrastrutturali delle aree retrostanti.

Una prima amara considerazione: gli altri corrono e noi siamo costretti al palo! Signora ministra, nel suo intervento a Palazzo Nervegna ha esordito con queste testuali parole: “sono qua per dirvi che non sarete secondi a nessuno, la grande rivoluzione del porto la deciderete voi”, confermando che è fondamentale l’unità di tutte le forze politiche, imprenditoriali e sociali per realizzare il cambiamento. Una condizione cercata e proposta in tutte le occasioni ed a tutti i livelli dalla UIL. Le facciamo rilevare che lo sviluppo del porto, così come Le è stato sottolineato nel verbale di incontro del 31 gennaio tra l’Autorità di Sistema portuale del Mare Adriatico Meridionale e le Segreterie confederali e di categoria di CGIL, CISL e UIL, si realizza con la decarbonizzazione della centrale Federico 2° di Cerano, mentre è indispensabile realizzare tutte le altre opere per mettere in sicurezza l’ormeggio delle navi e le strutture di servizio ad esse collegate, insieme alla necessità di investimento per sviluppare un sistema industriale mirato alle nuove tecnologie. È importante aver colto anche in questa ultima occasione disponibilità, consenso ed unità di intenti. Per questo riteniamo il Tavolo prefettizio lo strumento di GARANZIA per promuovere quella sintonia di intenti, necessaria a proporre ai vari ministeri altre proposte e progetti di sviluppo necessari a modificare la rotta fino ad oggi praticata dalla Politica del NO!

 

Il Segretario generale

Antonio Licchello


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